18.06.2017 - 13:49
È in corso la protesta di alcuni agricoltori lungo la Migliara 46 a causa della carenza idrica. Lamentano l'impossibilità di annaffiare le colture anche quando il flusso idrico viene attivato perché non c'è pressione. Temono danni ingenti alle coltivazioni a causa dell'ondata di caldo.
Mentre continuano le riunioni urgenti di Acqualatina con i Comuni, una massa di disperati fa i conti con un'emergenza idrica che sta mettendo in ginocchio migliaia di aziende agricole e turistiche ed esapera trecentomila cittadini ogni giorno. Numeri impietosi che però, finora, non hanno cambiato di una virgola la situazione. La frase che nessuno ancora voleva pronunciare, ieri è arrivata: «stato di calamità». Il Consorzio di Bonifica sta valutando questa opzione da giorni pur negandolo pubblicamente. Nel frattempo alcuni agricoltori hanno dato l'assalto ai serbatoi del Consorzio e divelto i lucchetti. Ora rischiano la denuncia. E intanto i sindaci sono esclusi da ogni vera decisione. Gli ambientalisti ricordano che lo sfruttamento delle risorse idriche è stato vergognoso e irresponsabile in questi anni. Acqualatina spa sforna venti comunicati al giorno per annunciare le ore e le località in cui sarà chiuso il servizio di acqua potabile in un incessante bollettino da battaglia campale contro il «male» della scarsità di piogge. Il Presidente dell'Ato4, che è anche presidente della Provincia, intanto ha annunciato che si sta predisponendo «quanto necessario per attivare la procedura per la richiesta alla Regione Lazio dello Stato di Emergenza Idropotabile per la crisi idrica che sta interessando gran parte del territorio dell'Ato». Un iter già avviato da altre regioni italiane colpite dall'emergenza idrica e idropotabile, ma che il Lazio non ha ancora dottato.
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