L'intervento
21.02.2026 - 13:00
Enrico Coppotelli
Un piano organico, strutturato e ambizioso per rimettere al centro i distretti industriali del Lazio come motore di sviluppo, occupazione e coesione sociale. È la proposta avanzata dalla Cisl Lazio, che nelle scorse settimane ha incontrato la vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, e che ora ha formalizzato le proprie idee in un articolato documento di 54 pagine consegnato all’amministrazione regionale.
Al centro dell’iniziativa il rilancio dei distretti industriali e dei sistemi produttivi locali, una partita strategica per la ripresa economica del territorio. A spiegarne il senso è il segretario generale della Cisl Lazio, Enrico Coppotelli, che rivendica il ruolo del sindacato come interlocutore responsabile nelle politiche di sviluppo. «Il nostro obiettivo è chiaro: rilanciare i distretti industriali della regione, valorizzando le vocazioni produttive dei territori e creando occupazione di qualità. La Cisl Lazio – sottolinea – si propone come soggetto credibile, pronto a collaborare con le istituzioni per costruire un futuro di sviluppo e coesione sociale».
Ampio spazio è dedicato alla mappatura dei distretti e dei sistemi produttivi locali, con un’analisi puntuale delle peculiarità e delle criticità di ciascun comparto. Dal tessile della Valle del Liri al marmo e lapideo dei Monti Ausoni e dell’area tiburtina, fino al distretto ceramico di Civita Castellana e all’intero settore dell’audiovisivo regionale, il documento individua opportunità di crescita ma anche sfide legate a innovazione, formazione e competitività.
«Attraverso questo lavoro – conclude Coppotelli – vogliamo orientare le politiche regionali verso un modello di sviluppo sostenibile che integri innovazione, formazione e valorizzazione delle persone. Viviamo una fase di profonde transizioni tecnologiche che impattano direttamente sul lavoro: dobbiamo stare dentro questi processi per governarli, senza perdere occupazione e professionalità».
La proposta della Cisl Lazio punta ora all’apertura di un tavolo tecnico con istituzioni e parti sociali, per definire una roadmap condivisa che restituisca centralità ai distretti industriali e li trasformi in leve reali di crescita per l’economia regionale.
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