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Impianti sportivi

«Palestre negate, ad Aprilia sospesi i progetti di sport inclusivo»

Lo sfogo dell'associazione Pallavolando a tutto tondo 5 Rondini Aprilia: «Dal Comune un silenzio vergognoso, abbiamo dovuto fermare tutti i progetti»

L’enorme ritardo con il quale il Comune di Aprilia assegnerà le palestre scolastiche alle associazioni sportive sta provocando notevoli problemi, mettendo a rischio anche i progetti di inclusione sociale che venivano portati avanti in città da 15 anni. A sottolinearlo è Giulio Ciuferri, presidente dell’ASD Pallavolando a tutto tondo 5 Rondini Aprilia, che con un sfogo esprime tutto il suo rammarico per gli aspetti di natura burocratica che non permettano di far partire un progetto che unisce atleti normodotati con persone con difficoltà. Inoltre la società sportiva, in assenza di risposte dal Comune, ha dovuto sospendere tutti i progetti, compreso il Casp (Centro Avviamento allo Sport Paralimpico). «Tutti sanno che il Comune di Aprilia è stato commissariato per mafia. E la legge dice che ora bisogna seguire procedure molto rigide, tra queste il parere dell’antimafia che diventa l’ultimo ostacolo per poter usufruire del diritto a praticare sport. Ma come si può pensare che un progetto di sport inclusivo possa essere d’interesse della malavita. Parliamo de “Lo sport che vogliamo”, un percorso frutto di 15 anni di lavoro che mira alla totale interazione tra atleti normo con persone con difficoltà. Un’attività - commenta - che grazie a un protocollo d’intesa con il Comune permette ai soggetti fragili di praticare attività gratuitamente tramite la nostra associazione. In questi anni abbiamo fatto conoscere Aprilia in tutta Italia, ma ciò non è servito a ottenere una deroga per far ripartire l’attività inclusiva. Nel frattempo, in assenza di risposte dal Comune, abbiamo dovuto sospendere tutti i progetti in essere, compreso il Casp, che per anni abbiamo avuto da soli nel Lazio dal Comitato Italiano Paralimpico, ed altri progetti in essere con l’Usacli». Perciò Giulio Ciuferri non nasconde la sua amarezza per l’attuale situazione. «Questo silenzio è semplicemente assurdo. Sinceramente - conclude - nascondersi dietro la prassi di un procedimento e privare così soggetti fragili di un diritto è vergognoso».

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