Il fatto
28.01.2026 - 15:00
TEDxLatina non è stato solo un evento riuscito. È stato un segnale chiaro, potente, difficile da ignorare. La sala piena, l’attenzione costante del pubblico, la qualità degli interventi e l’energia rimasta nell’aria anche dopo la fine dei talk raccontano qualcosa che va oltre il format: una città che ha voglia di esserci, di confrontarsi, di smettere di sentirsi periferia dal punto di vista culturale.
Un concetto ribadito con forza da Lorenzo Di Filippo, licenziatario di Ted per Latina e organizzatore dell’evento insieme a Niccolò Di Filippo, che ha spiegato come l’obiettivo non fosse semplicemente “portare TEDx a Latina”, ma dimostrare che Latina può essere un luogo centrale nella produzione culturale contemporanea. Non un’eccezione, ma una possibilità concreta. E la risposta del pubblico, sabato scorso a Palazzo M, sembra avergli dato ragione.
L’evento è stato preso sul serio, e non solo dai partecipanti. In platea erano presenti numerosi rappresentanti delle istituzioni, a testimonianza di un’iniziativa riconosciuta come credibile, strutturata, capace di dialogare con il territorio. Un passaggio tutt’altro che scontato per un format che, pur essendo internazionale, vive e cresce solo se radicato nella comunità che lo ospita.
Ma il dato forse più interessante va cercato oltre l’organizzazione - impeccabile, nei tempi e nei contenuti - e oltre il successo numerico. Il vero risultato è stato l’impatto culturale. Molte persone sono rimaste anche dopo la fine degli interventi, a parlare, confrontarsi, conoscersi. Un bisogno evidente di relazione, di scambio, di umanità. Proprio in un evento che parlava di intelligenza artificiale e innovazione, è emerso con forza il valore più tradizionale: il confronto diretto tra persone.
Non a caso, uno dei fili conduttori dell’intera giornata è stato il ruolo dell’umano nell’innovazione, in particolare nel rapporto con le IA. Non una celebrazione acritica della tecnologia, ma una riflessione profonda su responsabilità, etica, creatività, relazione. Temi affrontati dagli speaker con approcci diversi ma complementari, capaci di tenere alta l’attenzione e stimolare domande, più che fornire risposte preconfezionate.
Fondamentale anche il lavoro dei volontari. Il team si è costruito nel tempo, attirando persone che hanno compreso subito il valore del progetto. Alcuni conoscevano già il format TEDx, altri ne sono stati catturati strada facendo. Il risultato è stato un gruppo coeso, motivato, che ha contribuito in modo determinante al clima di entusiasmo. Un vero e proprio “hype”, qualcosa che si pensava difficile da generare a Latina e che invece ha dimostrato quanto la città sappia unirsi attorno a un’idea credibile.
La fiducia è arrivata subito anche dagli sponsor, che hanno creduto nel progetto fin dalle prime fasi. E i numeri parlano chiaro: biglietti esauriti in tempi record. La prima tranche venduta in meno di 24 ore, la seconda polverizzata in appena tre ore. Un segnale inequivocabile di interesse e aspettativa.
Grande anche la reazione degli speaker, arrivati da tutta Italia, molti dei quali con ruoli di primo piano nei rispettivi ambiti: si tratta di Massimo Chiriatti (Cto Lenovo Italia); Riccardo Manzotti (professore Iulm); Giacomo Paolo Camerano (programmatore, musicista e docente Ied); Luca Maria Baldini (musicista e sound designer); Floriana Ferrara (direcotr Csr Imb Italia); Andrea Buttarelli (Ceo Teta); Marika D’Oria (PhD e senorior communication advisor Gemelli); Luisa Damiano (professoressa Iulm). Come hanno sottolineato i due organizzatori, Latina ha lasciato in tutti loro un’immagine forte e positiva: una città viva, curiosa, capace di stare nel dibattito contemporaneo. Uno sguardo esterno, quello degli speaker-opinion leader, che restituisce valore a un territorio spesso raccontato solo per i suoi limiti.
E ora lo sguardo è già avanti. TEDxLatina tornerà anche il prossimo anno, con nuove idee e novità che verranno annunciate a breve. Ma una cosa è già certa: il primo passo è stato fatto. E non è passato inosservato.
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