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Cronaca

Scarcerata la pusher presa con la cocaina, ma non potrà lasciare Latina

La 33enne non risponde durante l’interrogatorio, ma il giudice riqualifica il reato di spaccio come lieve entità. Rimessa in libertà con obbligo di dimora nel comune e firma in caserma

Comparsa stamattina davanti al giudice per le indagini preliminari Paolo Romano, per l’interrogatorio di convalida, si è avvalsa della facoltà di non rispondere Sabrina D., la donna di 32 anni arrestata venerdì dai poliziotti della Squadra Mobile con 21 grammi di cocaina e una dose di hascisc, oltre al materiale utile al confezionamento delle dosi. Il giudice ha convalidato l’arresto, ma ha accolto in pieno le richieste della difesa, sostenuta dagli avvocati Massimo Frisetti e Giorgio Granato, riqualificando il reato, ovvero riconoscente la lieve entità del possesso di stupefacenti ai fini di spaccio, ma ha pure concesso la scarcerazione dell’indagata, disponendo comunque una misura cautelare, ossia l’obbligo di dimora e di presentazione quotidiana in Questura per la firma.

L’interrogatorio si è celebrato stamattina nella sezione femminile del carcere romano di Rebibbia dove la donna era stata portata venerdì al termine dell’operazione della Squadra Mobile. Sabrina D. era incappata infatti nei servizi di contrasto allo spaccio disposti dalla Questura, ovvero era stata notata mentre transitava in via Piattella, nei pressi dell’incrocio con via Romagnoli, e fermata per un controllo. A tradirla è stato il nervosismo mostrato alla vista degli agenti in borghese, che hanno deciso così di approfondire il controllo, perquisendo la sua auto, una Smart Fortwo. I sospetti degli investigatori hanno trovato conferma perché la donna aveva con sé tre involucri contenenti cocaina per un totale di 21 grammi, oltre a due bilancini elettronici e altro materiale che prova la finalità di spaccio.

La successiva perquisizione domiciliare, nella zona di Borgo Piave, aveva permesso poi di trovare altre sei dosi di cocaina pronte per la vendita, tutte del peso approssimativo lordo di 0,3 grammi. Inoltre insieme al materiale utile alla suddivisione della droga e al confezionamento delle dosi c’era un quaderno con gli appunti scritti a mano, considerata dai poliziotti la contabilità dell’attività di spaccio. Era stato trovato e sequestrato anche un quantitativo esiguo di hascisc, ma per il giudice è compatibile con l’uso personale. Nel corso dell’ispezione, in casa della donna, era stata trovata una sua amica, a sua volta denunciata in stato di libertà perché aveva con sé un bilancino elettronico.
Intanto proseguono le indagini per contestualizzare il ruolo delle due donne, ovvero ricostruire la rete dello spaccio nella quale erano inserite.

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