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Il comizio

Salvini lancia l'ultimatum: "O si fanno le cose o si torna al voto"

Il vicepremier in piazza a Sabaudia: "Abbiamo lavorato bene con Di Maio e Conte, ma qualcosa si è rotto. Se non si fanno le cose non si può andare avanti"

"O si fanno le cose o si torna a dare la parola al popolo. La Lega ha sette ministri e non ne vuole nessuno di più". Lo ha detto Matteo Salvini in piazza del Comune a Sabaudia. Il vicepremier e ministro dell'Interno non ha usato la parola crisi ma ha comunque spiegato che il Governo Conte andrà avanti solo se si faranno le cose. "L'ultima delle cose che ci interessano e' avere qualche poltrona in piu'. Qualche ministero in piu'. Anzi le sette poltrone della Lega, i sette ministri della Lega sono a disposizione degli italiani. O si possono fare le cose o la parola torna al popolo". Matteo Salvini, in piazza a Sabaudia, sta elencando le cose fatte dal Governo Conte, dagli sbarchi fermati al sì alla Tav. "Il Paese ha bisogno di tanti sì, non dei no. Non potrei mai parlare male di Conte e Di Maio. Quello che abbiamo fatto in questi 14 mesi lo abbiamo fatto insieme. È chiaro che in questi ultimi due tre mesi qualcosa si è rotto e sono arrivati molti no. Ma l'Italia con i no non va da nessuna parte".

Poi ancora sullo stesso concetto. "Io non sono fatto per le mezze misure. O bianco o nero. Se si sta lì solo per mantenere le poltrone e non si fa nulla, torniamo a votare".

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