Il fenomeno
18.03.2018 - 16:22
La marijuana light ora è in vendita nei negozi in città
Comprarla resta un rischio: l'aspetto del prodotto è identico a quello originale (e illegale), possibili sanzioni
L'introduzione di marijuana e hascisc light nel mercato legale è stata un'abile operazione commerciale, ma il nostro Paese non è ancora pronto per una liberalizzazione tanto epocale. L'acquisto di cannabinoidi a basso contenuto di principio attivo resta ancora oggi un rischio o comunque può riservare qualche grattacapo: oltre a fissare una tolleranza per il contenuto di thc nei prodotti, la legge italiana non è stata ancora dotata delle norme necessarie per definire in maniera chiara il possesso e il consumo di cannabinoidi. Il consumo di certe sostanze resta pur sempre un illecito, seppure amministrativo. Non tutti infatti hanno ben compreso che marijuana e hascisc light in realtà non sono in commercio per il consumo umano. Fatta la legge, trovato l'inganno, tutto si regge sull'equivoco che può essere coltivata, venduta e accquistata cannabis legale con un contenuto di tetraidrocannabinolo sotto lo 0,2%, quindi in assenza di effetti narcotici. Lo permette la legge 242 del 2016, introdotta per consentire appunto la produzione di marijuana principalmente con scopi industriali o terapeutici, senza contemplare però i fini ricreativi: è bastata questa norma per spalancare le porte del mercato legale. Questo vuol dire che può essere commercializzata come articolo da collezione, al livello erboristico, oppure come deodorante di ambienti. A conferire un leggero effetto rilassante è un livello più alto di Cbd, vale a dire il cannabidiolo, il composto non psicoattivo tollerato dalla legge.Insomma, in un contesto normativo così ambiguo, è consigliabile il consumo domestico, visto e considerato che la quasi totalità del cliente tipo acquista la cannabis legale a scopo ricreativo, per fumarla. Girare con la confezione di marijuana light aperta, potrebbe voler dire incappare nei controlli da parte delle forze dell'ordine. L'aspetto del prodotto, del resto, è uguale a quello della "marija" illegale e un agente o millitare scupoloso potrebbe richiedere analisi per stabilire il livello del principio attivo, persino procedere con la sanzione amministrativa in caso di consumo. Che vorrebbe anche dire, nel caso in cui si venga controllati durante la guida, vedersi sospendere la patente in attesa dei risultati dei test. Una trafila che, in presenza di una confezione sigillata, magari accompagnata dallo scontrino, potrebbe essere tranquillamente evitata. Non dubitiamo infatti che qualche furbetto possa arrivare a conservare cannabis illegale negli involucri di quella light nel tentativo di aggirare i controlli. Un contenuto di Thc così basso non conferisce effetti tali da alterare l'organismo, ma molto dipende dal grado di vulnerabilità che varia da un soggetto all'altro. In caso di narcotest sugli automobilisti il consumo di cannabis legale non dovrebbe comportare una positività, ma l'utilizzo frequente e quotidiano, seppure improbabile visti i costi elevati dei prodotti in commercio, potrebbe comportare effetti più incisivi sull'organismo.
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