Calcio, Coppa Italia
11.02.2026 - 23:17
Bologna - La Lazio vola in semifinale di Coppa Italia vincendo con autorità, complice anche un grande Provedel, la lotteria dei calci di rigore: quattro su quattro per i biancocelesti con Tavares, Dia, Marusic e Taylor a colpire, due errori in casa Bologna con Ferguson (parato) e Orsolini (fuori) a condannare di fatto alla sconfitta la squadra di Roberto Italiano, lo ricordiamo, detentrice della coppa. Nei novanta minuti, al gol di Castro, aveva risposto nella ripresa Noslin. Una partita sostanzialmente equilibrata, decisa ai rigori con la Lazio, che dopo il Milan finalista lo scorso anno, eliminava anche il Bologna, come detto, vincitore dell’ultima edizione.
La partita - Ritmi blandi in avvio con la Lazio ad attendere il Bologna nella propria trequarti. Emozioni con il contagocce e partita sostanzialmente bloccata. Dopo una bella parata di Provedel su Cambiaghi, ma con azione viziata da un fallo in area di Castro, era Orsolini a provarci al 25’: sinistro a lato. Lazio in attesa, ma pronta a ripartire di rimessa. Due minuti dopo, infatti, Dele-Bashiru scappava centralmente, Ferguson lo tratteneva al momento di entrare in area: Chiffi lasciava correre e dopo una “revisione” al Var, si ripartiva con una rimessa laterale in favore dei biancocelesti. Altri tre giri di lancetta e il Bologna “stappava” la partita: sugli sviluppi di un corner calciato da Moro, Castro anticipava Gila e batteva, sottomisura, Provedel. La reazione della Lazio era immediata: al 36’, sugli sviluppi di un calcio di punizione di Pedro, Maldini trovava modo e tempo per girare a rete, trovando la grande risposta in angolo di Skorupski. Al 42’ la Lazio perdeva Pedro (dopo tre minuti di cure, usciva in barella sotto la gradinata del “Dall’Ara”, ndr). Al suo posto Noslin. Dopo quattro minuti di recupero, Chiffi mandava tutti negli spogliatoi.
Pronti, via e ad inizio ripresa, all’alba del quarto minuto, una grande accelerazione di Dele-Bashiru lasciava sul posto Ferguson, pallone al centro per il tapino vincente di Noslin: 1-1. Il Bologna accusava il colpo, ma al 14’ era iil destro di Moro a chiamare Provedel alla deviazione in angolo. Al 16’ Sarri si giocava le carte Cataldi e Dia, richiamando in panchina Rovella e Maldini. Italiano rispondeva con Freuler al posto di Moro. Al 25’, invece, l’ingresso in campo di Bernardeschi e Sohm al posto di Cambiaghi e Odgaard. Il Bologna provava a premere sulla’accelleratore. Nelle girandole delle sostituzioni, al 35’ Sarri lanciava nella mischia Tavares e Cancellieri al posto di Pellegrini e Isaksen. Italiano rispondeva con Dallinga al posto di Castro e con Helland che rilevava Lucumi. Si arrivava mestamente, dopo 4 minuti di recupero, ai calci di rigore. Alla Lazio bastava fare 4 su 4, perché gli errori di Ferguson (parato) e Orsolini fuori), la spingevano in semifinale.
Il dopo gara - "E' una bella serata adesso...nel primo tempo ci siamo inguaiati un po' da soli però stiamo uscendo, stiamo diventando più solidi, qualcosa di buono lo stiamo facendo". Così il portiere della Lazio, Ivan Provedel, dopo il successo dei biancocelesti ai rigori in Coppa Italia sul Bologna. Per l'estremo difensore capitolino anche un penalty parato a Ferguson. "Secondo me - spiega Provedel che parla del momento della Lazio - era scattato qualcosa di buono già tempo fa. Poi abbiamo avuto alti e bassi nel mese di gennaio, soprattutto bassi. Adesso ritroviamo la quadra, già a Torino abbiamo visto segnali importanti, stiamo lavorando nel modo giusto. Oggi trovarsi sotto e riprendere la gara non era scontato in casa del Bologna che era campione in carica. Bravi i ragazzi, ora riposiamo che c'è il campionato e poi penseremo alla semifinale". Felice anche l'olandese Tijjani Noslin, autore del gol del provvisorio 1-1, poi decisivo per prolungare la sfida ai rigori. "Sono molto felice - dice Noslin -. La squadra mi ha supportato, sono contento che abbiamo vinto e per aver segnato. Ora dobbiamo andare avanti e vincere la coppa".
"Dispiace perché abbiamo fatto un ottimo primo tempo e una grandissima partita contro una squadra in grande forma. Peccato". Lo dice il tecnico del Bologna, Vincenzo Italiano, dopo la sconfitta ai calci di rigore in Coppa Italia in casa del Bologna. "Oggi - spiega ai microfoni di Italia 1 l'allenatore - l'unica disattenzione è stata quella del gol. Dovevamo fare meglio, lavorare meglio, potevamo mettere una pezza allontanando quel pallone su cui segna Noslin. E' l'unica sbavatura e la paghiamo cara perché abbiamo cercato di fare il possibile per non arrivare ai rigori perché lì è una lotteria". Con l'eliminazione del Bologna, saluta la Coppa Italia la detentrice del trofeo: "È vero che avevamo questo tricolore sul petto - commenta Italiano - però è normale che cerchi di onorarla nel migliore dei modi, non è facile poi tutti gli anni arrivare in fondo con tutte le squadre di livello che ci sono. A questo punto - prosegue - tutti cercano di arrivare in finale. Oggi ci abbiamo messo di tutto per vincere, usciamo ma secondo me a testa alta. Dobbiamo archiviare e ripartire, da domani pensiamo alla partita di campionato".
Per gli emiliani un momento non facile, ma oltre al campionato c'è anche il cammino europeo. "Abbiamo detto che quello che cercheremo di fare è arrivare a marzo/aprile dentro qualche competizione. Abbiamo in ballo l'Europa League, in campionato dobbiamo cercare di fare meglio, aggiungere punti alla nostra classifica. Abbiamo il percorso europeo, continua quello e su quello dobbiamo cercare di puntare in questo finale di stagione".
"Stiamo facendo quello che possiamo, forse anche di più. Sono contento per i miei giocatori, abbiamo sofferto nei primi 30 minuti poi abbiamo fatto meglio e sono andati dal dischetto con una lucidità invidiabile. Sono contento per i miei ragazzi e per tutti i biancocelesti, però il cammino in Coppa Italia è ancoro lungo". Lo dice il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, dopo la vittoria ai rigori in Coppa Italia in casa del Bologna. Parlando, ai microfoni di Italia 1, del carattere della sua squadra, Sarri ammette che "dà gusto perché hai la sensazione di aver creato un gruppo vero con gente che pensa allo stesso modo e ha lo stesso obiettivo. Poi - prosegue - magari il merito non è dell'allenatore, ma dei ragazzi. Penso che tutte le difficolta che abbiamo avuto ci hanno creato problemi, ma ci hanno dato l'opportunità di creare un gruppo più unito".
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione