Da ieri, in occasione della giornata per l’eliminazione della violenza di genere ma soprattutto contro quella sulle donne, è uscito “La notte della menta”, il quinto romanzo di Marika Campeti. Un thriller psicologico costruito con la forma sintetica del romanzo breve. Ambientato a Terracina, città profondamente legata ai ricordi e al cuore dell’autrice, questo romanzo rappresenta un omaggio personale e sentito a un luogo che ha segnato la sua infanzia e la sua crescita artistica.
Marika Campeti, originaria di Roma, conosce Terracina sin da bambina, quando trascorreva le estati in compagnia della sua amata nonna Maria. Proprio a lei, figura fondamentale nella sua vita, è dedicato questo libro, un simbolo di affetto e gratitudine per quelle radici che l’hanno sempre riportata in questa città. Terracina, già protagonista nei suoi romanzi “Il segreto di vicolo delle belle” e “Neravorio”, continua ad essere una fonte di ispirazione, e anche questa volta emerge come un personaggio vivo, con i suoi luoghi iconici e il fascino intriso di mistero.
“La notte della menta” si svolge interamente in una notte, nei pressi del suggestivo Monte Giove, un luogo che aggiunge profondità e magia alla trama. La trama? In una gelida notte di dicembre, Laura si risveglia in una scarpata, ferita e senza memoria di come sia arrivata lì. Cerca disperatamente una via di fuga, ma quando crede di essere in salvo, si rende conto che il vero pericolo non è solo il buio che la avvolge. Cosa è accaduto davvero quella sera? E perché i suoi ricordi sono così frammentati? Durante un enigmatico interrogatorio con il poliziotto che l’ha salvata, i dettagli iniziano a riaffiorare, trascinandola in un vortice di dubbi e paure. Il libro conferma lo stile di Campeti, capace di intrecciare suspense e introspezione.