Anche a San Felice Circeo, seppur tra mille incertezze legate soprattutto all'andamento della stagione estiva tra restrizioni imposte e prescrizioni da rispettare, le attività commerciali hanno riaperto i battenti. Ingressi contingentati, distanziamento sociale, mascherine, guanti, a ogni ingresso il gel igienizzante e sanificazioni.

È cambiata così la quotidianità a causa del coronavirus, anche per quanto riguarda gli acquisti e i servizi alla persona. Una ripartenza complicata, con costi aggiuntivi per i titolari delle attività e probabilmente con incassi inferiori, specie per alcune tipologie di negozi, rispetto alla media stagionale. «Facciamo acquisti nel nostro paese affinché resti vivo». Così recitano alcuni cartelloni e manifesti affissi in alcune attività di San Felice Circeo, perché ora è partita una nuova sfida che non è più legata solamente alla necessità di arginare la diffusione del virus, ma anche a riconquistare una parvenza di normalità nella vita quotidiana di ciascuno. E ripartire, per chi ha dovuto fare i conti con mesi di chiusura e incassi ridotti all'osso, con 600 euro concessi a marzo e forse neppure quelli, potrebbe non essere così semplice.


«Acquistare negli esercizi locali – dichiara Fabio Ascoli, presidente della Confcommercio di San Felice, contattato telefonicamente – ora ha un significato morale oltre che commerciale. Aiuta sicuramente a rendere più forte l'economia locale e crea un circolo virtuoso con ricadute importanti. Andare sempre e costantemente fuori invece depaupera l'economia locale e in passato abbiamo visto come un negozio chiuso renda una strada più triste, più spenta e anche più insicura. Poi rivolgo un invito alle persone: confrontate i prezzi fra San Felice e le altre località, potreste avere delle sorprese positive».


Proprio questo aspetto, in questi giorni di lockdown, ha creato polemiche. In molti hanno infatti a più riprese auspicato che venisse riaperta la circolazione in altri Comuni per fare compere, lamentando di aver trovato prezzi più alti a San Felice che altrove. Ovviamente non è possibile paragonare il volume di affari di un negozio di prossimità con quello di un grande centro, con conseguenze anche sul prezzo del singolo prodotto. C'è però da dire pure che i commercianti di San Felice hanno mostrato grande senso di solidarietà in questo periodo complicato per tutti, applicando anche degli sconti extra alle persone più in difficoltà che effettuavano acquisti con i buoni spesa elargiti dal Comune.