Le imprese del settore turistico provano a mettersi insieme in un consorzio, e il consorzio a stringere un patto con il Comune per rilanciare il turismo. Ieri a Terracina un interessante protocollo d'intesa è stato firmato nell'aula del Consiglio comunale, per inaugurare un percorso comune in un momento tra i più difficili che il settore turistico ricordi dal dopoguerra, da cui si può uscire soltanto insieme.

Al tavolo, il sindaco Roberta Tintari, l'assessore al Turismo Barbara Cerilli e Andrea D'Onofrio, presidente del consorzio Terracina D'Amare. Sui banchi dell'aula consiliare, a debita distanza, molti rappresentanti dell'imprenditoria terracinese: ristoratori, gestori di camping, di bar r stabilimenti balneari, di alberghi e stutture ricettive, di agenzie immobiliari. Un percorso, ha spiegato il sindaco «iniziato tempo fa che non si è fermato nemmeno nel periodo più duro» e che ora cerca di attuare politiche concrete. Di «strutturare l'offerta turistica» come ha detto l'assessore Cerilli, che ha ringraziato gli operatori per la fiducia e la partecipazione.

«Apriamo un dialogo con l'amministrazione» ha poi proseguito il presidente del consorzio D'Onofrio, «ci facciamo portavoce di istanze unitarie, evitando la frammentazione. Il Consorzio servirà come strumento di promozione turistica, proporrà idee, studierà bandi e strategie a lungo termine per evitare soluzioni dal respiro corto». Presente, anche la Fondazione Città di Terracina, metà comunale e metà della Banca popolare del Lazio, nel cui direttivo siede anche il presidente della locale Ascom Confocomercio Giovanni Amuro e nata con l'ambizione di gestire il patrimonio culturale della città. «A Terracina turismo è cultura» ha detto il suo presidente Marco Ravaglioli, «quindi soltanto con collaborazioni tra queste due realtà riusciremo a garantire la riuscita». Il Consorzio ha presentato la sua prima idea, una city card per il turista «ma anche per il cittadino, che punta a mettere a sistema tutta l'offerta turistica della città. Dunque non solo sconti commerciali ma anche trasporti, visite guidate, ingressi nei luoghi pubblici».

Un percorso non facile che inizia in un momento in cui ognuno è concentrato sul proprio particolare, per ripartire. «Ma è soltanto insieme che si riparte e si esce da questo periodo buio» ha concluso il sindaco Tintari.