«Nello sviluppo del vaccino contro il Coronavirus l'Europa è molto più avanti degli Stati Uniti». Ne è sicuro Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, intervenuto nelle scorse ore ai microfoni di "Agorà", in onda su RaiTre. L'intervento dell'esperto ha aperto una riflessione importante rispetto soprattutto al futuro dell'antidoto prodotto dalla divisione Advent della Irbm di Pomezia e dallo Jenner Institute dell'università di Oxford, nel Regno Unito: allo stato attuale, pare che il candidato vaccino in questione sia al livello più avanzato nel mondo.

«Il vaccino che è più avanti - ha aggiunto Ricciardi nel suo intervento in tv - è quello elaborato a Oxford, in collaborazione anche con un'azienda italiana (la Irbm, appunto) e noi ci stiamo organizzando affinché in parte sostanziale venga prodotto in Italia. Ci stiamo organizzando per essere tra i Paesi leader». Insomma, un cambio di passo importante, soprattutto per l'Italia, in vista dell'immissione sul mercato delle dosi di vaccino qualora le sperimentazioni sull'uomo abbiano successo in maniera definitiva.

«Se le cose andranno bene - ha concluso Ricciardi durante il suo intervento -, in autunno o in inverno potremmo avere le prime dosi e naturalmente anche quelle per gli italiani».
Ricordiamo, in tal senso, che la sperimentazione sull'uomo del candidato vaccino italo-britannico è entrata in una fase cruciale: dopo i test sui primi volontari, infatti, è scattata la somministrazione su diecimila persone, cinquemila in Inghilterra e altrettante in Brasile. Infatti, l'affievolirsi dell'epidemia in Europa e il picco di contagi in America Latina ha portato lo Jenner Institute e la Irbm a estendere la sperimentazione anche in Sudamerica, così da poter capire la risposta del virus all'antidoto che viene iniettato sui volontari sani. Nelle prossime settimane, tra l'altro, è attesa anche la pubblicazione dell'esito della prima fase dei test, che si è conclusa nei giorni scorsi sempre nel Regno Unito: un passaggio, questo, che sarà importante anche per capire come il corpo umano risponda a questo siero prodotto nei laboratori di Pomezia.