Statua? Si ragionerà su una proposta che possa essere condivisa da tutta la maggioranza a sostegno di Sergio Di Raimo. È questa la clamorosa decisione che è stata presa ieri pomeriggio in Consiglio comunale.

La questione della statua di San Lidano, donata da don Massimiliano Di Pastina e da inserire all'interno del belvedere, si è risolta con un nulla di fatto, nonostante la prima proposta del sindaco di abbassare l'altezza del manufatto proprio per renderlo meno invasivo e salvaguardare l'affaccio sulla pianura pontina. Lo stesso primo cittadino, ad inizio seduta, aveva illustrato la proposta spiegando ai presenti come ne fosse pronta una seconda, nel caso la prima non fosse stata accolta. Dopo 4 ore di aspro confronto tra le parti, con diversi consiglieri apertamente schierati verso il voto favorevole ed altri che, invece, sembravano più perplessi circa l'opportunità di votare per l'installazione dell'opera, il nodo cruciale è stata una pausa che la maggioranza ha deciso di prendersi dai lavori per confrontarsi nelle stanze dell'auditorium Mario Costa.

Dopo ben 40 minuti la sorpresa, con il sindaco che prima ha letto un parere di un tecnico circa un esposto presentato da un cittadino che temeva per la tenuta della struttura, rassicurando il consiglio che quella statua comunque non avrà ripercussioni sul piano nel quale è appoggiata, poi ha sorpreso tutti prendendo atto che la prima proposta lanciata ore prima aveva alimentato alcuni dubbi in 2-3 persone della sua maggioranza. Per questo motivo, il sindaco ha proposto di cancellare il punto all'ordine del giorno, chiedendo tempo per ragionare sulla seconda ipotesi. Ma alla richiesta delle opposizioni di spiegare anche al resto della massima assise quale fosse questa alternativa, il sindaco ha deciso di non rispondere, sottolineando come lo scopo ultimo sia quello di aver dalla sua parte la sua maggioranza, mentre le minoranze saranno informate di tutto a ridosso del voto.

Un atteggiamento, quello del primo cittadino, che ha mandato su tutte le furie le forze di opposizione e che probabilmente ha fatto storcere la bocca anche a chi si era pubblicamente esposto circa l'opportunità di votare favorevolmente ieri pomeriggio. Un tentativo di recuperare consensi interni o un modo di non creare fratture all'interno di quel Partito Democratico che forse era l'elemento di discordanza rispetto alla volontà del suo massimo rappresentante? Difficile da spiegare, ma resta il fatto che la riunione di ieri è stata totalmente inutile.