I teatri d'Italia possono riaprire ma l'Europa non riparte e rimanda a settembre l'appuntamento con il proprio pubblico. I vincoli troppi stringenti sul distanziamento sociale, che impongono una drastica riduzione dei posti a sedere in platea e in galleria, hanno convinto il gestore della struttura di corso Giovanni XXIII, Bruno Iorillo, a rimandare la ripartenza della stagione artistica.

Una scelta sofferta, presa a malincuore, che ha comportato la cancellazione di diversi eventi. «Abbiamo dovuto annullare 22 saggi di danza, di musica e di  altre iniziative scolastiche che solitamente  - spiega Iorillo - chiudevano la stagione. Per noi è una batosta ma non abbiamo potuto fare diversamente: con le nuove norme del Dpcm avremmo potuto aprire per un massimo di 200 persone. Una capienza troppo esigua per il teatro, che può contare su 956 posti, nonché per la tipologia di spettacoli che solitamente organizziamo».

 La direzione artistica del teatro, a seguito del lockdown, ha infatti dovuto rimandare alcuni eventi già in cartellone come il concerto di Massimo Ranieri e l'esibizione di Biagio Izzo, artisti di livello nazionale che richiamano molte più delle 200 persone che attualmente l'Europa può contenere. Perciò questi spettacoli non potranno essere recuperati a breve, almeno fino a quando la situazione non cambierà. «La nostra intenzione è di riaprire a settembre, sperando che le norme in materia siano modificate. Per noi questi mesi di chiusura  - continua  Iorillo   -  sono stati tremendi, ma nella nostra situazione ci sono praticamente i teatri di tutta Italia. Sono pochissime le eccezioni. Ci auguriamo che lo Stato  e la Regione possano fare qualcosa, serve un aiuto concreto per risollevare la cultura».