Nel laboratorio di viale XXI aprile sono uscite migliaia e migliaia di mascherine nei giorni durissimi del Covid. Erano bianche, nere, celesti, a righe e poi anche con Topolino o Minnie per i bambini. Ogni mascherina aveva una storia dietro. Ci hanno lavorato donne che arrivano da ogni angolo del pianeta: Siria, Iran, Costa d'Avorio, Gambia, sono le rifugiate inserite in un progetto che si è consolidato come una realtà solida: la sartoria sociale di alta qualità. Le mascherine erano di cotone, per grandi e piccini, almeno tremila sono state regalate al Comune di Latina e ai servizi di emergenza e alle associazioni.

Nel laboratorio di Latina Atelier Acanthus, sartoria di moda sostenibile del progetto Siproimi (ex Strar) del Comune di Latina, quando è iniziata l'emergenza hanno rimodulato il progetto che è stato presentato in Prefettura. Coniugare la creatività con il sociale e l'integrazione ha portato a produrre migliaia di mascherine di cotone, ma hanno spinto successivamente ad un nuovo step che adesso ha portato ad un risultato prestigioso. L'Istituto Superiore di Sanità ha dato il via libera per la produzione di mascherine mediche a tutti gli effetti che potranno usare medici, pazienti e infermieri. E' un riconoscimento prestigioso, un salto di qualità. La filiera si snoda lungo quasi duemila chilometri: da Milano e dal carcere di San Vittore fino a Palermo e passa per Latina che si scopre luogo nevralgico di idee e azioni.
L'Italia si è unita in questo progetto nel segno dell'integrazione con 12 cooperative che sono state coinvolte.


Sono stati tre mesi di grande fermento e organizzazione, tutto in videoconferenza ma alla fine la certificazione arrivata dall'Iss compensa tutti gli sforzi.  «E' stato emozionante quando è arrivata la certificazione, non ci siamo mai fermati, è un grande soddisfazione per tutte le persone coinvolte», spiega Pina Vallerotonda, responsabile del progetto Italia is one 2020 e Atelier Acanthus, referente della Cooperativa Astrolabio che da diversi anni ha avviato l'esperienza della sartoria sociale. L'Iss ha riconosciuto la validità del prodotto dando in questo modo il via libera per la produzione e la commercializzazione. Latina si conferma un laboratorio etico-solidale