Le difficoltà nella gestione del distanziamento, l'impossibilità in pochi mesi di realizzare quelle infrastrutture necessarie per raddoppiare il numero di classi, il numero esiguo di professori, ma anche di personale Ata: appaiono fisicamente evidenti le cose da realizzare prima della riapertura delle scuole e la missione dei presidi rischia di sfiorare l'impossibile per rispettare il distanziamento.
Alla Frezzotti Corradini, uno degli istituti comprensivi con più iscritti della città, quasi 1600 studenti, per 449 ragazzi non sarà assicurata la didattica in presenza se le regole di distanziamento dovessero restare le stesse. Lo ha detto la dirigente dell'istituto Roberta Venditti intervistata dalla redazione del Tg3.

Come sta accadendo in molte scuole di Italia la dirigente ha accolto l'ingegnere responsabile del servizio prevenzione e protezione che ha effettuato le misurazioni delle aule per capire, metro alla mano, quanti bambini potranno sedere tra i banchi.

«All'appello mancano 35 aule di primaria e secondaria - ha spiegato la dirigente che sta provando a capire dove ricavare altri spazi utilizzando palestre, aule magne e laboratori di tecnologia -attualmente abbiamo stimato 14 studenti a classe in una situazione che è in via di definizione. Al momento ci sono 449 ragazzi ai quali io non potrò assicurare la didattica in presenza». Quello che accade alla Frezzotti sta avvenendo ovunque: metro alla mano a Latina come in tutta Italia i dirigenti scolastici stanno ridisegnando gli spazi tra i banchi, tra entrate e uscite da recuperare e aule da smembrare. «Abbiamo bisogno del supporto dell'ente locale - ha spiegato la Venditti - per trovare gli spazi e dal Ministero più chiarezza e certezza e nuove risorse per personale docente e Ata».