«L'emergenza Covid ha generato una crisi economica che ha avuto un impatto sulla condizione di molte famiglie e sulla loro capacità di sostenere i costi dell'iscrizione dei propri figli all'università. Non saranno solo gli atenei a subirne le conseguenze, ma tutto il Paese, che, in caso di contrazione delle iscrizioni, subirebbe un impoverimento culturale. Ci auguriamo che questo non avvenga e agiamo per impedirlo - spiega il vicepresidente dell'Università degli Studi Internazionali di Roma (Unint) Fabio Bisogni - Per incentivare i giovani a intraprendere gli studi universitari il nostro ateneo ha stanziato 100mila euro per l'assegnazione di borse di studio legate al talento e all'impegno sociale e civile per diplomati che si immatricolano alla Unint nel prossimo anno accademico».


Diplomati attivi, quindi, nel volontariato, nella sostenibilità ambientale, nell'innovazione, nell'inclusione sociale, nella partecipazione alla vita democratica, nello sport o nell'arte nelle sue varie espressioni.
«Dobbiamo impedire, ognuno per quanto gli è possibile, che la riduzione del Pil provochi anche un danno culturale, consapevoli di vivere in un Paese in cui la cultura è un settore economico trainante, il cui indotto è in grado di fungere da volano per altri comparti - insiste Bisogni - Per questo siamo convinti che il rilancio dell'Italia parta dall'istruzione. Formare le giovani generazioni rappresenta un asset irrinunciabile per l'avanzamento sociale ed economico e il ‘sistema università' ha il dovere morale di mettere in campo tutte le azioni necessarie affinché giovani virtuosi possano accedere agli studi universitari nonostante le difficoltà».