Abbvie, virtuosa in termini di efficientamento energetico e riduzione dei consumi, scelta come modello nazionale da esportare in altre realtà industriali, per arrivare entro il 2030 a una riduzione dei consumi pari a circa 9,3 milioni di tonnellate di petrolio equivalente l'anno, di cui 1 Mtep in capo al settore industriale. L'azienda biofarmaceutica di Campoverde, che ha scelto come linee guida sostenibilità, digitalizzazione e competitività, ieri ha sottoscritto un accordo con Rse (Ricerca del Sistema Energetico, ente di ricerca pubblico del gruppo Gse) e ha promosso l'incontro «Energia per innovare il futuro. Imprese sostenibili e smart: le nuove strategie di efficienza energetica per la ripresa all'insegna del Piano Transizione 4.0». Un evento online, pensato per inaugurare la collaborazione tra l'industria farmaceutica e la società di ricerca, vigilata dal Ministero dello sviluppo economico. L'obiettivo è quello di promuovere una nuova cultura dell'efficienza di sistema nelle realtà industriali, che prendendo spunto dall'analisi dell'esperienza, delle buone pratiche e dai risultati di un approccio di eccellenza di gestione dell'energia realizzato dalla biofarmaceutica AbbVie nel polo produttivo, consenta la diffusione e la replicabilità di un ‘modello di transizione' in grado di coniugare efficienza, sostenibilità e produttività dell'impresa. All'incontro hanno preso parte l'Amministratore delegato di Rse Maurizio Delfanti, il direttore di stabilimento AbbVie Italia Daniela Toia, Luca Restaino, Funzionario della Direzione generale per la Politica industriale, l'Innovazione e le Piccole e Medie Imprese del Ministero dello Sviluppo Economico e Massimo Beccarello, Vicedirettore per le politiche industriali di Confindustria.

I contenuti e i temi dell'accordo di collaborazione tra AbbVie e Rse sono stati invece illustrati dai referenti tecnici del programma: Marco Borgarello, Responsabile del gruppo di ricerca di efficienza energetica Rse e Carlo D'Esposito, Energy manager AbbVie Italia. «I programmi di ricerca di Rse supportano le istituzioni nella pianificazione energetica – spiega il ricercatore Maurizio Delfanti - a partire dalla costruzione degli scenari alla base del Pniec - Piano Nazionale Integrato per l'energia e il clima e l'efficienza energetica, mirata alla competitività industriale. Oggi presentiamo un accordo di collaborazione con una realtà industriale importante, con lo spirito di creare un dialogo per promuovere lo sviluppo industriale nella consapevolezza che sarà vero sviluppo solo se raggiungerà l'obiettivo di sostenibilità che l'Italia e l'Europa si sono date per i prossimi anni». «L'applicazione della ISO 50001 – aggiunge Daniela Toia, direttore del polo produttivo Abbvie di Campoverde - quale prima azienda del nostro settore e la gestione ottimizzata dell'energia e delle risorse con un approccio mirato all'efficienza di sistema fondano le premesse dell'accordo con Rse e l'analisi del caso AbbVie come esempio virtuoso replicabile. Si tratta di una collaborazione, che oltre a fornire spunti di miglioramento per il nostro stesso sito, offre la possibilità di creare un cluster di imprese improntato alla condivisione delle esperienze, per la realizzazione e la facilitazione di interventi coerenti con le strategie di transizione energetica». Una scelta non casuale, visto che Abbvie vanta un auto produzione di energia elettrica del 90% e certificata green per il 100%, una sperimentazione che ha permesso di ridurre anche le emissioni di anidride carbonica in pochi anni.