Il mostro comincia venire giù con un rumore sordo che non sembra neanche vero. Il sogno dell'energia nucleare prodotta a Latina, poi trasformatosi in incubo inquinamento, viene fatto a pezzi prima grandi, poi via via sempre più piccoli. La gru della Sogin che preleva un pezzo dei boiler dell'edificio reattore pare Mazinga Z, il cuore d'acciaio che sconfigge e fa a pezzi un pezzo della nostra storia industriale che da ieri non esiste più, al di là di ciò che ne pensiamo. E' cominciata così, come dentro un cartone animato l'azione di progressivo taglio degli schermi del generatore della centrale nucleare di Borgo Sabotino. La tappa cardine, quella che avvia la strada di non ritorno e spiana il tracciato del decommissioning finale, è partita alle 11, sotto gli occhio di una nutrita delegazione di giornalisti e tecnici che hanno seguito la dinamica al rallentatore del processo di abbattimento degli schermi. Somiglia ad un film, in tutto e per tutto. C'è anche una «voce narrante», quella di Agostino Rivieccio, il responsabile Sogin «per la disattivazione della centrale nucleare di Borgo Sabotino». Spiega a tutti cosa sta avvenendo e traccia una sorta di percorso a tappe che nel giro di sei mesi porterà alla riduzione in pezzi sempre più piccoli dei blocchi di cemento, il primo dei quali è stato tirato giù, appunto, ieri mattina e nell'arco di sei mesi il processo di riduzione dei pezzi andrà avanti per consentire la loro allocazione presso la capping facility, ossia l'edificio dove le parti dei boiler verranno ulteriormente frantumate fino ad arrivare ad un riciclo di alcune parti, ovviamente dopo la loro decontaminazione. Sin dalla prima presentazione del procedimento di decomissioning, in pratica lo smantellamento totale della centrale era stato posti il 2021 come l'anno decisivo. A gennaio prossimo si potrà effettuare un bilancio delle operazioni che sono iniziate ieri mattina, quella denominata appunto «demolizione degli schermi dei generatori di vapore (boiler) dell'edificio reattore della centrale nucleare di Latina».
«Questo intervento - ha detto ieri mattina Agostino Rivieccio - rappresenta un passaggio significativo per il decommissioning dell'impianto pontino che avvia, di fatto, le attività di smantellamento dell'edificio reattore».

Nel dettaglio i cosiddetti «schermi» sono le strutture in calcestruzzo armato che isolavano dall'esterno le condotte superiori di collegamento fra i sei boiler e l'edificio reattore. Ogni schermo è costituito da due parti: un elemento superiore orizzontale, collegato all'edificio reattore, di circa 145 tonnellate e uno inferiore verticale, in uscita dai boiler, di circa 50 tonnellate.
«La tecnica adottata - ha aggiunto il direttore - da Sogin per la loro rimozione è la demolizione controllata con taglio in quota, a circa 50 metri d'altezza, mediante disco diamantato, e la successiva movimentazione a terra dei blocchi sezionati, di circa 2 tonnellate ciascuno, con gru a torre appositamente installata. In seguito è previsto il trasferimento dei singoli blocchi in un'area attrezzata per separare il ferro dal calcestruzzo. Questa soluzione ingegneristica garantisce la massima sicurezza nello svolgimento dei lavori e il minimo impatto per le strutture»
I lavori si concluderanno nel gennaio 2021 e produrranno complessivamente circa 1.200 tonnellate di materiale che, dopo gli opportuni controlli radiometrici, verranno allontanate dal sito e inviate a recupero.
La centrale nucleare di Latina, è stata la prima a essere realizzata in Italia e appartiene alla prima generazione di impianti nucleari, con un reattore a gas grafite, GCR-Magnox. Costruita dall'Eni all'inizio del 1958, dopo appena 5 anni, nel maggio 1963, ha iniziato a produrre energia, con una potenza elettrica di 210 MWe che l'ha resa, all'epoca dell'entrata in esercizio, la centrale nucleare più grande d'Europa. È stata fermata nel 1987, all'indomani del referendum. Nella sua vita ha prodotto complessivamente 26 miliardi di kWh di energia elettrica. Dal momento della sua costruzione ha modificato per sempre lo skyline della città e anche adesso che viene tagliata in «piccoli» pezzi è destinata a rappresentare di nuovo la modifica dello skyline cui ci aveva abituati.