Un confronto per ridurre i rischi degli impianti di rifiuti, evitando così roghi tremendi come quello della Loas Italia. E' stato questo il senso dell'incontro promosso dall'onorevole Raffaele Trano che si è svolto ieri all'Enea Hotel, un forum nel quale tecnici e politici hanno discusso del disastro del 9 agosto, delle carenze emerse nella fase autorizzativa e delle soluzioni da mettere in campo. Un incontro partecipato, duro, acceso, nel quale non sono mancati i momenti aspri, soprattutto quando a prendere la parola sono stati i cittadini: preoccupati per le possibili conseguenze sulla salute ed esasperati per il senso di impotenza e di abbandono provato a seguito dell'incendio. «All'interno della Loas dopo l'incendio è stato verificato che c'erano più rifiuti di quanto l'azienda fosse autorizzata a trattare. Inoltre - ha spiegato Trano - uno dei titolari della società, Antonio Martino, nel 2017 è stato arrestato insieme ad altre 15 persone nell'ambito di un'operazione della Dda che ha scoperto uno smaltimento illecito in una discarica abusiva in via Corta. Martino ha patteggiato, ma ciò non ha impedito alla Loas di operare, né ha portato a controlli più stringenti. E' evidente che c'è un problema sui controlli, bisogna fare degli interventi ma serve un piano specifico. Noi non vogliamo calare soluzioni dall'alto, ma ragionare insieme a cittadini e comitati». Durante il convegno, grazie alle domande dell'attivista Daniele Borace, è stato sottolineato come i vigili del fuoco dopo il sopralluogo del 24 giugno 2019 avessero inviato alla società, al Comune di Aprilia e alla Prefettura, una nota con le disposizione da attuare. «Questo documento - continua Trano - è molto importante e provvederemo subito a verificare a quale ente competesse l'attuazione delle disposizioni».
Il forum, moderato dal giornalista de La Repubblica Clemente Pistilli, ha visto inoltre gli interventi della biologa ed ex dirigente della Provincia Nicoletta Valle, del consigliere comunale Davide Zingaretti e dell'assessore comunale Monica Laurenzi; avvalendosi anche del contributo video del tecnico Giorgio Libralato. «Negli ultimi giorni - spiega l'assessore Monica Laurenzi - ho ricevuto tante persone preoccupate per la propria salute. Vogliono sapere se potranno continuare a vivere nelle loro case, se i sacrifici di una vita andranno in fumo a causa dell'incendio. Noi però non possiamo dargli risposte certe, perché nelle conferenze dei servizi le decisioni finali non sono in capo a noi, anzi spesso i nostri pareri non vengono ascoltati come nel caso dell'ampliamento Rida. La moltiplicazione delle competenze non aiuta poi nell'accertamento della responsabilità. Perciò dico che c'è bisogno di leggi nazionali, per esempio sui Tmb, affinché gli impianti siano obbligati a versare il ristoro ambientale».