Riceviamo dall'assessore ai Lavori pubblici Emilio Ranieri questa nota che volentieri pubblichiamo.

L'articolo comparso su Latina Oggi di venerdì 28 agosto "A caccia di immobili per farne cosa?" mi permette di tornare su argomenti che mi stanno a cuore in riferimento al Centro Storico di Latina e non solo con la speranza di dare un orizzonte culturale alla città ben oltre la singola consiliatura. Gli immobili per cui l'Amministrazione aveva fatto richiesta erano cinque. Il Circolo Cittadino-Arena (ex Dopolavoro e Casa del Fascio), la Casa dei Cursori di Piazza San Benedetto utilizzata dalla onlus Casa dell'Architettura, l'ex T.E.T.I. attualmente utilizzata dagli uffici Comunali (Segreteria e Direzione Generale e Servizi Sociali), l'Ex Cinema Enal di Latina Scalo ed infine la Casa del Combattente. Il Federalismo Culturale di acquisizione di beni demaniali ai sensi dell'art. 5 c.5 del D.Lgs 85/2010 e i programmi di valorizzazione necessari ad attivare i Tavoli Tecnici con Agenzia del Demanio e Mibact sono strumenti importanti per definire correttamente l'utilizzo di beni utilizzati o non utilizzati dal Comune.

La "vocazione immobiliarista" del Comune di Latina è ancora attuale semplicemente per far crescere la città in uno sviluppo tanto necessario quanto complesso. Lo hanno fatto anche passate amministrazione a volte con successo a volte meno. Al centro ritengo deve sempre esserci la persona e le sue relazioni che contribuiscono alla vita culturale e sociale della comunità. Gli spazi citati sono già realmente "vivi" anche grazie all'impegno di associazioni (vedi le associazione che collaborano e rendono vivo l'Ex Cinema Enal, la Casa dell'Architettura, il Circolo Cittadino) ma è necessario sistematizzare e "regolarizzare" questi utilizzi e renderli congruenti con un sistema di spazi più ampi.

Non sfuggirà a nessuno che, in tempi di "spending review", il rischio sostanziale per la città è che questi beni vengano messi all'asta dallo Stato per fare cassa. Stesso rischio che poteva correre la Banca d'Italia se non ci fosse stato il nostro intervento che mira a mantenere nell'alveo del controllo pubblico, per un utilizzo prevalentemente culturale, uno degli immobili più prestigiosi della città. Del resto questo rischio è diventato realtà per immobili importanti come l'edificio dell'Ex Catasto (per cui abbiamo avviato una trattativa complessa con proprietà ed Agenzia del Demanio) venduto nell'operazione di dismissione del patrimonio pubblico del 2004 tramite il Fondo Immobiliare Pubblico FIP e per il quale lo Stato pagherà fino a fine 2022 un immobile senza utilizzarlo o come l'edificio dell'ex Intendenza di Finanza che ci auguriamo rimanga nelle disponibilità dello Stato per un uso importante (si tratta di migliaia di metri quadrati).

In generale, i programmi di valorizzazione possono prevedere la conferma degli attuali utilizzi, con la definizione in prospettiva dei piani e programmi di sviluppo culturale, ovvero la previsione di nuove destinazioni d'uso a carattere interamente pubblico o a carattere pubblico-privato, ai fini dell'eventuale coinvolgimento di capitali ed investitori privati, mediante gli strumenti e le procedure di evidenza pubblica previsti dalle vigenti normative.
Finora non abbiamo dato incarichi di progettazione, dopo un lungo periodo di ascolto ed interlocuzione con chi utilizza la struttura, abbiamo chiesto aiuto a chi si occupa di studio degli edifici storici per qualificare la nostra proposta e la storia di questi edifici all'interno della città.
In breve, abbiamo proposto un ritorno all'utilizzo culturale e sportivo dell'Arena del Circolo Cittadino, alle visite per conoscere la città nell'ex Teti, alla collaborazione con Casa dell'Architettura per la valorizzazione urbanistica del Centro Storico senza per ora entrare in un dettaglio che sarà frutto di un percorso condiviso.

Al netto dei ritardi su accordi tra Enti, lavori, iter autorizzativi, gare e quant'altro questa città godrà presto di molti spazi in un centro multipolare dove dal Garage Ruspi, a Piazza del Popolo passando per la Biblioteca fino al Teatro potranno nascere altri spazi della relazione, della cultura, del passeggiare e del tempo libero.

Questo farà sistema con altre iniziative dell'Amministrazione legate al Museo Cambellotti, all'area del Mercato Annonario e delle vecchie Autolinee Pio VI e non meno importante la realizzazione del 1° stralcio funzionale dei lavori della Casa della Musica.  Sarebbe entusiasmante che questa città, molto spesso individualista nelle scelte di fondo, si unisse nella creazione di un sistema culturale, sociale e della relazione che vedesse candidare Latina a Capitale Europea della Cultura per il proprio centenario.