L'amministrazione comunale, da tempo alla prese con problemi di entrate tributarie, vara un giro di vite sulle esenzioni della Tari anche per i locali in uso alla Guardia di Finanza, alla Polizia di Stato, ai Carabinieri, ai Vigili del Fuoco e agli uffici parrocchiali. La novità è emersa ieri mattina nel corso della commissione consiliare Finanze, chiamata a discutere le modifiche sui regolamenti dell'Imu e della tassa dei rifiuti. Quest'ultimo documento ha riservato le maggiori novità, soprattutto quando il dirigente Emiliano Di Filippo ha illustrato le modifiche che verranno introdotte.

«I locali utilizzati dalla guardia di finanza, dai vigili del fuoco, dai carabinieri e dalla polizia di Stato non avranno l'agevolazione della Tari del 100%, anche perché si tratta di un anomalia. In altre parti d'Italia - spiega Di Filippo - questa esenzione non c'è, inoltre loro percepiscono un contributo ministeriale per queste spese come quello erogato dal Miur alle scuole». Una frase dall'effetto deflagrante che ha ridestato una commissione fin lì sonnacchiosa. Il consigliere Domenico Vulcano (collegato via streaming) ha prima chiesto al dirigente di spiegare meglio questa modifica, poi ha domandato se la revoca dell'abolizione Tari riguarderà solo le sedi o anche gli alloggi di servizio. «Riguarderà tutti gli immobili che producono rifiuti - dice Di Filippo - e siccome il legislatore ci dice che dobbiamo comunque tassare questa fattispecie, abbiamo deciso di eliminare tutte le riduzioni previste nell'articolo 50 lettera G, affinché l'esenzione non andasse a gravare sui cittadini che pagano la bolletta. Abbiamo voluto uniformare».

Non è stato solo questo a muovere l'amministrazione comunale, ma anche l'esigenza di ottenere maggiori entrate dai tributi locali per ripianare il maxi disavanzo da 28 milioni di euro in 15 anni. Perché la cancellazione dell'articolo 50 comma G comporta anche l'eliminazione della riduzione del 100% per gli edifici di culto, che saranno dunque equiparati alla normativa nazionale. «E la legge a tal proposito - spiega il vice sindaco e assessore alle Finanze, Lanfranco Principi - prevede l'esenzione per il solo locale di culto, ovvero la chiesa, mentre sarà tassato tutto quello che è pertinenza: la canonica, gli uffici e gli altri locali parrocchiali che producono rifiuti».
Una mossa, quella di cercare nuove superfici tassabili, che potrebbe essere però il preludio a un aumento della Tari da «spalmare» su un maggior numero di utenze, per non suscitare il malumore popolare.