Ecoambiente non molla nella partita sull'impianto di compostaggio che intende realizzare a Borgo Montello. Come si sa, la società aveva già impugnato con esito negativo gli atti di sospensione dei lavori intrapresi presso il proprio sito nella discarica. Sospensione imposta dalla Regione e su cui esisteva anche la diffida del Comune di Latina. Per il Tar di Roma quegli atti erano legittimi ma nel frattempo sempre il Tar ha accolto un altro ricorso della stessa Ecoambiente, che lamentava la impossibilità di procedere ai lavori di copertura e capping stante i dinieghi della Regione. Il Tribunale ha sospeso in quel caso gli atti della Regione e del Comune e se ne riparlerà a novembre.

Ora la srl che un tempo è stata in parte di proprietà della fallita Latina Ambiente torna alla carica chiedendo che sia annullata la delibera regionale, avallata da un parallelo e conforme provvedimento del Comune; entrambi gli atti impongono la «sospensione delle attività propedeutiche per l'allestimento del cantiere in Borgo Montello finalizzate alla realizzazione di un impianto di compostaggio». Sullo sfondo di questa vicenda resta sempre lo stesso nodo, vale a dire se sia possibile procedere con ulteriori interventi nella discarica senza aver prima ottemperato a tutti gli interventi necessari per la bonifica dell'intero complesso. Finora l'iter di bonifica non si è concluso ed è il motivo che sta alla base degli atti di sospensione di Comune e Regione Lazio.

Soprattutto il Comune insiste sul nodo-bonifica poiché una relazione tecnica indica l'inquinamento delle falde. Ma perché si fermi qualunque opera che prescinde dalla bonifica l'amministrazione comunale dovrà convincere i giudici del Tar, i quali hanno chiesto una relazione dettagliatissima su quello che è accaduto negli anni a Borgo Montello, relazione che dovrà essere depositata entro l'udienza di novembre. Invece per capire cosa sarà del cantiere preliminare per l'impianto di Ecoambiente sarà determinante l'esame dell'ultima impugnazione della società che ci sarà il 24 giugno prossimo. Della vicenda si era occupato lo stesso Tribunale già nel 2017, quando considerò legittimo l'annullamento della Regione Lazio dell'Aia (autorizzazione di impatto ambientale) sugli impianti ancora non realizzati da Ecoambiente, come quello appunto di cui si discute adesso.

Come si vede da un lato il futuro dell'area della discarica sembra, in apparenza, già scritto: si deve andare verso la bonifica per limitare i danni ambientali già accertati ed evitarne di nuovi. D'altra parte, però, sul fronte strettamente tecnico e legale non è cambiato ancora nulla e il braccio di ferro sul nuovo impianto a latere della bonifica del sito è tuttora corrente. La vicenda si colloca dentro uno scacchiere che deve assicurare il servizio di smaltimento nel Lazio e dunque in provincia di Latina. Ciò che si gioca davvero in questo momento è il futuro della discarica, ormai chiusa da quattro anni per le attività di conferimento. Un futuro che, comunque, deve regolare i conti col passato, questa è stata la linea fin qui adottata dai Tribunali chiamati a valutare il valore delle delibere di interruzione di qualunque intervento su nuove attività che prescindano dall'avvenuta bonifica. Tuttavia un nuovo round è fissato per la fine del mese e l'esito del ricorso di Ecoambiente assume un valore assai rilevante, perché in caso di accoglimento potrà proseguire l'attività propedeutica alla realizzazione dell'impianto.