Le concessioni balneari assegnate attraverso dei bandi che tengano in dovuta considerazione gli attuali gestori. E' questa la soluzione di compromesso che si fa strada nel Governo Draghi per risolvere la questione delle spiagge italiane e della concessione ai privati. Nel 2016, al termine di una prima procedura di infrazione, la Corte di Giustizia dell'Ue ha condannato l'Italia per il mancato rispetto delle norme Ue sul mercato unico e la concorrenza. Il 3 dicembre 2020 la Commissione ha poi avviato un'altra procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia. Nel 2018 l'allora Governo Conte stabilì, con legge dello Stato, che le attuali concessioni andavano prorogate fino al 2033. Una norma fermata invece dal Consiglio di Stato, che ha intimato al Governo di provvedere a risolvere. Dal 2024, sembra la linea, si andrà a gara. Tra lo scontento delle associazioni dei balneari.