Il consiglio direttivo dell'Aspal Lazio, ad unanimità, decide di non partecipare a nessuna iniziativa da parte dei comuni del Lazio, finalizzati a valorizzare e a promuovere i nostri prodotti agricoli locali; sia che si tratti di feste delle nostre uve, sia del nostro kiwi, sia della frutta estiva, sia del nostro olio, sia dei funghi porcini e tanto altro . "Questa decisione, è maturata dal fatto, ( commentano dal direttivo Aspal ) , che la situazione dall' inizio del 2022 è degenerata; (dopo le difficoltà spesso elencate nei due anni precedenti dovuti alla pandemia) - si legge nella nota - per l' innalzamento spropositato dei costi di gestione e di produzione, a cominciare dalle bollette della corrente elettrica , dal gasolio agricolo, dai concimi e le sementi, e da tutte le altre materie prime in generale , oltre che dalle difficoltà a trovare manodopera per i lavori agricoli stagionali ed invece i prezzi dei nostri prodotti agricoli al campo, non hanno avuto nessun adeguamento ai costi sostenuti. Nonostante tutte le iniziative di protesta e di proposta che abbiamo fatto noi agricoltori, sia in forma associativa che individuale, non è stato preso fino ad ora nessun provvedimento efficace a livello istituzionale, per far fronte alle nostre emergenze spesso elencate . Ci teniamo a ricordare, che in questi 13 anni di vita, l' Aspal Lazio ha sempre partecipato alle varie iniziative di valorizzazione delle nostre produzioni locali, in tutti i comuni del nostro territorio, tanto è vero che abbiamo anche registrato un marchio al ministero dello sviluppo economico, denominato Terre e Sapori del Lazio ,collegandolo alla nostra associazione Aspal. Visto e considerato però, che del nostro settore agricolo, e delle nostre emergenze , non importa niente a nessuno,e nessuno ancora ha capito che dietro ogni festa o sagra di ogni prodotto alimentare  c'è il lavoro e il sacrificio di un agricoltore, riteniamo al tempo stesso inutile al momento, partecipare a qualsiasi evento, sagra e festa , nel nostro territorio, dove le finalità siano quelle di valorizzare i nostri prodotti e le nostre eccellenze territoriali; fin quando la politica in generale e le istituzioni, non capiranno che l' unico modo di valorizzare le nostre produzioni è quello di riconoscere un costo di produzione annuale su tutti i nostri prodotti agricoli coltivati al di sotto del quale non si deve scendere con il prezzo, altrimenti il nostro settore primario è destinato a soccombere e a fallire definitivamente".