Il fatto
17.10.2022 - 11:53
Era già accaduto a maggio allorché, i militari dell'Arma dei Carabinieri, dopo accurate verifiche volte ad accertare il possesso dei requisiti previsti dalla normativa del Decreto legge n.4/2019 convertito in Legge n.26/2019 in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, dopo l'esame incrociato dei dati documentali e delle informazioni acquisite attraverso gli uffici del Comune di Sezze, Carabinieri e Ispettori Inps avevano appurato come sei persone, quattro donne e due uomini, tutti di nazionalità straniera, tra i 28 ed i 52 anni di età, di nazionalità marocchina, nigeriana e romena, avevano fornito false dichiarazioni per ottenere in modo fraudolento, il sussidio previsto dal reddito di cittadinanza. Non solo, la falsa attestazione dava loro accesso a tutta una serie di benefici, ovvero quei servizi a domanda individuale che molti cittadini beneficiari del reddito di cittadinanza riescono ad ottenere in virtù del reddito dichiarato con l'ISEE.
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