Il caso
12.11.2022 - 21:00
«Le vicende del parco Area Ghezzi di Terracina, con richiesta di espianto di 11 alberi da parte dell'Azienda Vivaistica per mancato pagamento da parte dell'Amministrazione comunale di 11mila euro, è stato solo l'ultimo esempio negativo della gestione del verde pubblico da parte del governo della città che per 25 anni è stata di fatto a trazione Fratelli d'Italia ad eccezione dei due periodi in cui si è registrato lo scioglimento anticipato a seguito di crisi interne alla stessa Amministrazione».
Inizia così la nota firmata da Arcangelo Palmacci, referente locale e presidente dell'assemblea provinciale di Azione, che poi scende nel dettaglio delle sue considerazioni: «In tutti questi anni gli amministratori non hanno mai avuto una visione concreta dell'importanza del potenziamento e del mantenimento di parchi e aree verdi attrezzate - spiega Palmacci -. Aspetti fondamentali non solo in quanto Terracina è una città turistica importante, ma soprattutto perché il verde pubblico costituisce un bene comune da amare e salvaguardare. Che deve essere difeso in primis dai cittadini. Insomma, la tutela del verde è un atto di civiltà e noi stiamo dimostrando di essere indietro». Il referente di Azione cita alcuni esempi per avvalorare la sua tesi, indicando due fasi storiche della città: prima del 1994 e dal 1994 ad oggi. «Tutte le aree verdi attrezzate, come il parco della Rimembranza, il parco Ghezzi, i giardini di Porta Napoletana, il Montuno, la pineta del Porto, il parco Bachelet, quello di Villa Tomassini e l'area 167 Arene anche col parco delle Città Gemellate, sono state create negli anni precedenti al 1994 da Amministrazioni comunali di diverso colore politico a partire dagli anni ‘60».
Poi - conclude il referente di Azione - non possiamo lamentarci o scandalizzarci se su viale della Vittoria, in pieno centro, dopo la piantumazione di alberi di Acanfora a seguito del ciclone del 29 ottobre 2018, si assiste nel disinteresse generale ad alberi che improvvisamente muoiono o spariscono in corrispondenza di attività commerciali».
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