Ormai è diventato un filone giurisprudenziale. Un nuovo ricorso contro una cartella esattoriale emessa da Ipogeo per presunti crediti cimiteriali è stato accolto dal Giudice di Pace di Latina, portando a sei il numero delle decisioni favorevoli ottenute dall’associazione Codici in meno di un anno.
La sentenza, emessa nei giorni scorsi, respinge in blocco tutte le eccezioni sollevate da Ipogeo e dall’Agenzia delle Entrate Riscossione, confermando ancora una volta l’impianto sostenuto dai legali di Codici: i crediti vantati dal gestore privato del cimitero urbano non possono riguardare concessioni rilasciate prima dell’inizio della convenzione stipulata tra Comune e società. Non solo. Il Giudice ha ritenuto illegittimo anche il ricorso alla riscossione coattiva mediante ruolo esattoriale, giudicandolo lesivo dei diritti soggettivi del cittadino coinvolto.
Una conclusione netta, che si aggiunge alle cinque pronunce già ottenute davanti a quattro diversi giudici. Anche in questo caso, la cartella è stata annullata e Ipogeo, insieme all’Agenzia delle Entrate Riscossione, è stata condannata in solido al pagamento delle spese processuali.
«È un ulteriore risultato estremamente significativo» commenta l’avvocato Fabio Bottoni, responsabile della sede Codici di Latina. «Queste sei sentenze confermano che la strada intrapresa era quella giusta: tutelare i concessionari delle sepolture antecedenti alla gestione privata, che si sono visti recapitare richieste di pagamento ritenute infondate».
Per Codici si tratta di un passaggio importante, soprattutto perché gli annullamenti hanno evitato ai cittadini di subire conseguenze gravose: dalle minacce di pignoramento ai fermi amministrativi dei veicoli, fino ai blocchi dei conti correnti, strumenti che l’associazione considera «una pressione indebita su debitori solo presunti».
A fronte dell’ennesimo pronunciamento favorevole, Bottoni torna però a puntare il dito contro l’assenza di un intervento dell’amministrazione comunale: «Il Comune continua a non assumere una posizione chiara. È una vicenda che riguarda la maggioranza dei cittadini di Latina, chiunque abbia un proprio caro sepolto nel cimitero urbano. Non è più rinviabile un confronto istituzionale».
Codici auspica che la nuova sentenza possa finalmente aprire un tavolo di discussione con tutti i soggetti coinvolti per affrontare la gestione delle concessioni storiche e delle richieste di pagamento contestate. «Per trovare giustizia abbiamo dovuto avviare decine di ricorsi. Ora – conclude Bottoni – è il momento che Comune e Ipogeo affrontino la questione con responsabilità, nell’interesse della cittadinanza».
Per informazioni o assistenza sui ricorsi, Codici Latina resta disponibile al numero 335 6689009.
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