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Il fatto

Trasporto pubblico a Latina, proroga del servizio per CSC

Il Comune ha disposto altri due anni all’azienda prevedendo una spesa complessiva di 9,2 milioni

Trasporto pubblico a Latina, proroga del servizio per CSC
La continuità del servizio prima di tutto, anche a costo di una proroga onerosa. Con la determinazione dirigenziale n. 3498 del 24 dicembre 2025, il Comune di Latina ha ufficializzato la proroga del servizio di Trasporto pubblico locale fino al 31 dicembre 2027, affidandolo ancora una volta a CSC. Una decisione assunta per scongiurare l’interruzione di un servizio pubblico essenziale, nelle more della nuova procedura di gara prevista dalla normativa europea e nazionale  
Il provvedimento si fonda sull’articolo 5, comma 5, del Regolamento europeo 1370/2007, che consente affidamenti temporanei in caso di emergenza o pericolo imminente di interruzione del servizio. Ed è proprio questo il nodo: i tempi tecnici per completare la gara non sono compatibili con la scadenza del contratto in essere, fissata al 31 dicembre 2025. Da qui la scelta di una proroga “eccezionale e temporanea”, come viene più volte ribadito nell’atto.
I numeri della proroga
La proroga avrà una durata massima di due anni, ma potrà cessare anticipatamente in caso di aggiudicazione del nuovo servizio. Il valore economico complessivo dell’operazione è rilevante: oltre 9,2 milioni di euro per il biennio 2026-2027. Nel dettaglio, il costo annuo del servizio si attesta intorno ai 4,6 milioni di euro, comprensivi di corrispettivo chilometrico, adeguamenti Istat, IVA, agevolazioni tariffarie e tessere gratuite per gli over 65. Il servizio prevede un programma di esercizio pari a oltre 1,7 milioni di chilometri vettura all’anno, finanziati in larga parte dal contributo regionale chilometrico, a cui si aggiungono i ricavi da titoli di viaggio e pubblicità sui mezzi. Una struttura economica complessa, che riflette la natura del Tpl come servizio di interesse economico generale, sottoposto a obblighi di continuità, universalità e accessibilità.
In attesa della nuova gara e della concessione
La determina ricostruisce puntualmente il quadro normativo e amministrativo in cui si inserisce la proroga. La Regione Lazio, infatti, ha avviato un profondo processo di riorganizzazione del trasporto pubblico, con l’aggregazione dei Comuni in unità di rete e il superamento del criterio della “spesa storica”. Un percorso che, per effetto delle ultime modifiche legislative, entrerà pienamente in vigore dal 1° gennaio 2026. Nel frattempo, il Comune di Latina ha già pubblicato l’avviso di preinformazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e il Consiglio comunale ha approvato la relazione che individua nella concessione a terzi, tramite gara pubblica, la futura modalità di gestione del servizio. Ma fino alla conclusione di questo iter, la proroga resta l’unico strumento per evitare il blocco dei bus cittadini. Il servizio sarà dato in concessione a partire, appunto, dalla prossima procedura pubblica.
Una scelta necessaria, ma non neutra
Dal punto di vista amministrativo, la proroga viene presentata come un atto dovuto di buona amministrazione. Dal punto di vista politico e finanziario, però, la decisione pesa. Oltre nove milioni di euro impegnati in due anni rappresentano una voce significativa di spesa ricorrente, che richiama l’attenzione sulla necessità di accelerare il percorso verso la nuova gara e di ripensare complessivamente il modello di mobilità urbana. Il rischio, altrimenti, è che l’eccezione diventi regola. E che la proroga, pur legittima, finisca per cristallizzare un sistema che i cittadini attendono da tempo venga rinnovato in chiave di efficienza, sostenibilità e qualità del servizio. La partita del trasporto pubblico locale, per Latina, resta quindi apertissima.  

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