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Il fatto

Goretti, Pronto Soccorso "superaffollato": infermiera si frattura lo scafoide

Influenza al picco, pazienti in attesa: operatrice incastrata tra due barelle, prognosi di trenta giorni

Goretti, Pronto Soccorso "superaffollato": infermiera si frattura lo scafoide

L'influenza entra nella sua fase più dura e il conto si paga, ancora una volta, nel Pronto Soccorso.

La sala d’attesa piena, le barelle diventano stanze provvisorie e il sistema dell’emergenza va sotto stress. È uno scenario che si ripete ogni inverno, ma stavolta si sta mostrando con una maggiore forza.

Non solo il sabato, ma anche la notte di domenica non è stata semplice per gli operatori sanitari del Pronto Soccorso del Santa Maria Goretti. L’affluenza presso il presidio di prima assistenza dell’ospedale di Latina è rimasta su numeri record, oltre 100 pazienti. A pesare soprattutto l’aumento delle chiamate al 118. La centrale operativa sommersa di richieste, spesso anche per situazioni che non configurano vere emergenze. E all’esterno del Pronto Soccorso – pieno in ogni ordine di posto - le ambulanze sono rimaste incolonnate per ore.

Dalle 22 di sabato sera alle 8 di ieri mattina otto mezzi del 118 bloccati nel piazzale antistante il Pronto Soccorso, con gli operati costretti a darsi il cambio nella turnazione di lavoro direttamente al Santa Maria Goretti.

Ma la situazione più difficile è toccata a chi lavorava in ospedale. Nel Pronto Soccorso il fenomeno più critico resta quello del “boarding”, lo stazionamento prolungato dei pazienti in barella in attesa di ricovero. Il rallentamento delle dimissioni dai reparti, dovuto a malati sempre più complessi e fragili, crea un effetto a catena. Ogni paziente in boarding rallenta l’accesso di chi arriva dopo: con persone bloccate in attesa.

Meno bronchioliti e più prevenzione sono un segnale incoraggiante, ma non basta. La sfida resta quella di proteggere i più fragili e di alleggerire ospedali e 118, ora che l’influenza sta presentando il conto più salato. A farne le spese è stata un’infermiera del Pronto Soccorso: tale era il sovraffollamento all’interno del presidio di prima assistenza dell’ospedale, che l’operatrice è rimasta incastrata tra due barelle: l’infortunio si è dimostrato più grave del previsto, e le è stata diagnosticata la frattura dello scafoide, con prognosi di trenta giorni.

Ma non è tutto. Gli infermieri chiamati ad un super lavoro, hanno lasciato via libera a chi, durante l’attesa delle visite, è riuscito ad entrare nella zona delle postazioni rubando tutto quello che si poteva, compresi i borselli degli operatori sanitari.
In merito alle ambulanze in attesa, la situazione è tornata alla normalità nel pomeriggio, quando il numero degli accessi al Pronto Soccorso è sceso sotto i 100.

Ma l’appello agli utenti è chiaro: chiamare il 118 solo in presenza di sintomi importanti, come difficoltà respiratorie.

Le previsioni degli esperti in merito all’influenza sono altrettanto chiare: da un lato il freddo, che spinge a passare più tempo al chiuso, e dall'altro la ripresa delle scuole e dei contatti fra milioni di persone - studenti, personale scolastico, ma anche altri luoghi di lavoro - sono due fattori che incidono sull’andamento dell'epidemia di malanni invernali.

L’influenza variante K è caratterizzata non solo da sintomi influenzali classici come febbre alta, dolori muscolari, mal di gola, ma anche da disturbi gastrointestinali (vomito/diarrea), ed è più contagiosa perché sfugge meglio agli anticorpi grazie alle mutazioni, mettendo sotto stress le difese immunitarie e causando i picchi di contagio.

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