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Economia

Imprese, i dati della Camera di Commercio: la crescita trainata dal Lazio

In provincia di Latina sprint di turismo ed edilizia

Imprese, i dati della Camera di Commercio: la crescita trainata dal Lazio

Il 2025 si chiude con un segnale complessivamente incoraggiante per la demografia d’impresa, nonostante uno scenario internazionale ancora complesso, segnato da tensioni geopolitiche, rallentamento del commercio mondiale e incertezze legate a regole e dazi. In questo quadro, il sistema produttivo italiano mostra una tenuta che si traduce in un saldo positivo: su scala nazionale le imprese aumentano di 56.599 unità, con un tasso di crescita pari a +0,96%, in accelerazione rispetto al 2024 (+0,62%). Un risultato determinato soprattutto dal contenimento delle cessazioni, scese a poco meno di 267mila (-6,7%), a fronte di iscrizioni sostanzialmente stabili ma ancora sotto tono rispetto alle serie storiche.


Il Lazio Sud spinge la crescita
A livello regionale, il Lazio si conferma in pole position nella graduatoria per tasso di crescita: +2,07%, più del doppio rispetto alla media nazionale, ampliando ulteriormente il distacco dalle altre regioni. Dentro questo scenario, l’area vasta che comprende le province di Latina e Frosinone registra un bilancio positivo di +1.040 imprese, pur in rallentamento rispetto alle +1.363 dell’anno precedente. La performance più contenuta – spiegano gli analisti – è condivisa da entrambi i territori ed è legata a un turnover meno vivace, con un rallentamento più marcato delle iscrizioni. A pesare, soprattutto, è l’affanno dei settori tradizionali: industria, commercio e agricoltura. Proprio quest’ultimo comparto risente del venir meno dell’effetto legato alle risorse del PSR che nel 2024 avevano sostenuto saldi più dinamici. Nel dettaglio, in Ciociaria si evidenzia un recupero di vivacità delle costruzioni e un passo più deciso delle attività immobiliari. Restano in espansione anche le attività di consulenza alle imprese, sebbene con un ritmo leggermente più contenuto. In provincia di Latina, invece, spicca il deciso sprint delle attività turistico-ricettive, che segnano l’avanzo più significativo, affiancate dall’edilizia, in crescita ma meno tonica rispetto al biennio precedente.


Acampora: segnali incoraggianti
Sul quadro complessivo interviene il presidente della Camera di Commercio Frosinone Latina, Giovanni Acampora, con un’analisi che lega i dati locali alle trasformazioni globali e alle nuove esigenze del sistema produttivo. «Il quadro complesso che stiamo vivendo, caratterizzato da incertezza e incognite su più fronti, impone una grande capacità di adattamento per affrontare uno scenario economico in continua evoluzione e spesso imprevedibile. La crescita imprenditoriale sostenuta dalla maggiore vivacità dei servizi, in particolare quelli di consulenza alle imprese, dimostra che la priorità del tessuto produttivo è investire su nuovi modelli di business, che impongono di superare gli schemi “tradizionali” per affrontare le discontinuità in atto. Innovazione e competenze sono i driver inderogabili su cui la Camera, anche attraverso la sua Azienda Speciale Informare, ha investito ingenti risorse, professionali e finanziarie».
Acampora richiama anche gli strumenti messi in campo a sostegno delle aziende del territorio: «Ammontano, infatti, a oltre 2 milioni e 500.000 euro, i quattro bandi appena pubblicati e messi a disposizione delle imprese dell’area vasta Frosinone e Latina per la doppia transizione digitale ed ecologica, per l’internazionalizzazione, per la qualificazione dei pubblici esercizi e per il turismo».

E conclude con una visione di sistema: «I grandi cambiamenti che stiamo affrontando ci impongono di trovare nuove soluzioni e oggi, più che mai, il compito delle istituzioni è quello di tracciare nuove rotte: i tempi odierni ci impongono di andare oltre l’ordinario, di tradurre le intuizioni in progettualità che possano dare sempre maggiore impulso al territorio, di scrivere pagine nuove. La Camera è fortemente impegnata in questa direzione per contribuire, insieme alle istituzioni a progettualità che possano offrire innovative chiavi di interpretazione dello sviluppo, come faremo promuovendo l’economia della bellezza, un asset strategico su cui abbiamo deciso di investire per la valorizzazione dei luoghi, la cura dei paesaggi, la rigenerazione culturale dei territori, la promozione dei nostri saperi, dei sapori, delle isole e del mare. Un approccio che intendiamo portare avanti, nella consapevolezza che i nostri territori meritano una visione unitaria per competere e per ricevere la giusta considerazione nei principali tavoli di concertazione. A tali primi spunti seguiranno approfondimenti successivi per i nostri territori».

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