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L'intervento

De Lillis: "Sulla storia della villa è un accanimento"

Il sindaco stigmatizza il comportamento dell’opposizione le “pressioni” inaccettabili a giudizi ancora in corso. Inoltre loda il comportamento della presidente dell’assise

De Lillis: "Sulla storia della villa è un accanimento"

Non solo un accanimento di natura politica, visto che la vicenda interessa direttamente uno degli esponenti della maggioranza e presidente dell’assise civica, ma anche una serie di pressioni incomprensibili e inaccettabili. La nota del sindaco di Cori Mauro De Lillis in replica a quanto affermato da tre consiglieri di minoranza sulla vicenda della villa abusiva in zona artigianale è un atto d’accusa al modo di fare dell’opposizione.


«Non riusciamo a comprendere del perché si parli di documenti non consegnati o addirittura spariti - afferma De Lillis -. Il Responsabile dell’ufficio urbanistica del comune di cori , coadiuvato dal responsabile del protocollo, ha estrapolato tutti i documenti richiesti nell’ordinanza del Tar e , accompagnati da apposita relazione, sono stati consegnati al Tribunale Amministrativo - udienza lunedì prossimo, ndr -. Sarà ora il giudice amministrativo di primo grado a decidere sull’ordinanza di demolizione emessa dall’allora Responsabile UTC del Comune di Cori. Ciò che non comprendiamo, è che tra le motivazioni dell’ordinanza di demolizione, è presente la maggiorazione dell’altezza del fabbricato secondo le norme vigenti del PPE (piano particolareggiato della zona industriale /commerciale), quando lo stesso tecnico comunale rilasciò PDC ,in lotto adiacente, in ossequio alle norme tecniche del PRG, che prevedono altezze superiori e quindi conformi al fabbricato in questione. Possiamo legittimamente pensare ad un accanimento per questioni politiche? Crediamo di sì, così come pensiamo ad ulteriori pressioni intimidatorie perseguite presso l’attuale responsabile tecnico comunale».


Qui la questione si fa ancora più seria e grave. «Nell’ultimo accesso agli atti - aggiunge il primo cittadino -, il Consigliere Proietti viene accompagnato da un comune cittadino, che, senza alcun titolo , e/o interesse diretto alla vicenda, firma la presa in carico di tutti i documenti che il comune ha inviato al TAR. Così come le continue richieste, sempre all’UTC, di confisca del bene quando tutti sanno che può essere eseguita solo dopo il terzo grado di giudizio. Quale è lo scopo di tutto questo, fare pressione al funzionario affinché prenda posizione in spregio alla terzietà e al rigoroso rispetto delle norme, a cui si deve avvalere un dipendente pubblico? Crediamo che questa vicenda vada vista ed inquadrata sotto due aspetti. C’è l’aspetto giudiziario, penale e amministrativo, che farà il suo corso. Il Comune di Cori si adopererà secondo quanto i giudici disporranno. Se qualcuno ha sbagliato si assumerà , ovviamente , le proprie responsabilità. Poi c’è l’aspetto politico, che invece , è tutt’altro. La pressione continua portata avanti dai consiglieri di minoranza coadiuvati da persone fuori il Consiglio comunale e tecnici, è quella di portare alle dimissioni del Presidente del Consiglio e dare una spallata alla maggioranza. Comunichiamo sin d’ora, che, a prescindere dall’esito del processo amministrativo di primo grado, la maggioranza sosterrà il Presidente del Consiglio, così come già fatto in Consiglio comunale in sede di discussione della mozione di sfiducia. Estranea totalmente ai fatti, nessun coinvolgimento personale, nessuna interlocuzione con l’ufficio tecnico del Comune, (dall’inizio di questa vicenda non si è mai recata in quell’ufficio), imparzialità nella conduttura della sua funzione, ci inducono a sostenere la nostra posizione».

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