10.02.2026 - 16:40
Il confronto tra i titoli di Stato francesi e quelli italiani ha mostrato un cambiamento rilevante nelle prestazioni di mercato, con gli OAT che hanno superato i BTP in diverse fasi recenti. Questo andamento non nasce da un singolo evento, ma da un mix di fattori economici, politici e tecnici che hanno inciso sulla percezione del rischio e sulle scelte degli investitori. Il risultato è stato un riequilibrio dei rendimenti, che ha portato ad una temporanea inversione dei rapporti di forza tra i due mercati sovrani.
A settembre 2025 lo spread tra OAT e BTP si è quasi azzerato, segnando un punto di svolta dopo anni di differenziali più ampi. Questo movimento ha indicato un miglioramento della valutazione relativa della Francia rispetto all’Italia, in un contesto in cui il mercato ha iniziato a ridurre il premio per il rischio richiesto sui titoli francesi. Durante la fase di caos post-elettorale in Francia, gli OAT avevano registrato rendimenti fino al 3,6%: un livello molto elevato e inconsueto per un emittente considerato tradizionalmente stabile. Quell’aumento dei rendimenti aveva portato con sé dei timori legati all'instabilità politica e alle possibili deviazioni fiscali.
Nel frattempo, il rendimento dei titoli italiani ha mostrato una tendenza al ribasso. Il mercato ha attribuito questo movimento ad una maggiore disciplina fiscale percepita, e ad una stabilità politica ritenuta più solida rispetto al recente passato. La riduzione dei rendimenti dei BTP ha quindi contribuito alla compressione dello spread, non tanto per un peggioramento dei fondamentali francesi, quanto per un miglioramento relativo dell’Italia in quella fase specifica.
A gennaio 2026 il quadro è cambiato ancora una volta. Il rischio istituzionale della Francia è stato ridotto dopo il rigetto delle mozioni di censura che avevano alimentato molta incertezza nei mesi precedenti. Questo passaggio ha avuto un impatto diretto sulla fiducia degli investitori, che hanno rivisto al ribasso la probabilità di eventi politici estremi e il loro possibile impatto sui titoli francesi. Ciò spiega anche i dati attuali sull'OAT pubblicati da Cbonds.it, che possono essere consultati per avere un quadro generale aggiornato sui titoli di stato francesi. La riduzione dei rischi politici ha dunque favorito un ritorno all'acquisto di OAT, con un conseguente miglioramento delle loro prestazioni rispetto ai BTP.
Il contesto macroeconomico dell’Eurozona ha sostenuto questo movimento. Un'inflazione più stabile ha rafforzato la domanda per le emissioni sovrane, mentre le aspettative su una Banca Centrale Europea meno aggressiva sui tassi di interesse hanno ridotto la pressione sui rendimenti a lungo termine. In questo contesto, gli investitori hanno mostrato una maggiore propensione ad una riallocazione dei flussi verso i titoli percepiti come relativamente più sicuri o sottovalutati, favorendo gli OAT dopo una fase di turbolenza.
Anche alcuni fattori tecnici hanno avuto un ruolo preponderante. I cambiamenti nei benchmark decennali hanno inciso sulla comparazione diretta delle prestazioni. Il benchmark OAT è stato aggiornato il 9 ottobre 2023 con l’Isin FR001400L834, mentre il nuovo benchmark BTP è stato introdotto il 9 gennaio 2025 con l’Isin IT0005676504. Questi aggiornamenti hanno modificato la composizione delle curve di riferimento e hanno influenzato le strategie degli investitori istituzionali, con effetti temporanei sui flussi e sui rendimenti.
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