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Cyberbullismo e rischi online, l’allarme nel Lazio: coinvolto un adolescente su due

Dati Cnr preoccupanti: tra cyberbullismo, gaming e trading cresce la “solitudine digitale”. Tripodi: “È una vera emergenza sociale”

Cyberbullismo e rischi online, l’allarme nel Lazio: coinvolto un adolescente su due

Una generazione sempre più connessa, ma anche sempre più esposta. È questo il quadro che emerge dai dati dell’indagine ESPAD@Italia 2025, realizzata dal Cnr, che fotografa una situazione definita «preoccupante» dal presidente della Commissione Politiche giovanili della Regione Lazio, Angelo Tripodi.


Il digitale, ormai, non è più soltanto uno strumento, ma il principale spazio di crescita degli adolescenti. Uno spazio che però, sempre più spesso, diventa anche luogo di fragilità, isolamento e rischio.

Il dato più allarmante riguarda il cyberbullismo. Nel Lazio, il 44,9% degli adolescenti tra i 15 e i 19 anni – circa 110mila ragazzi – ha subito almeno un episodio negli ultimi dodici mesi. Nella sola provincia di Roma la percentuale sale fino a sfiorare il 50% tra i più giovani.


«È una vera emergenza sociale – sottolinea Tripodi – che non possiamo più ignorare. Il digitale è diventato il luogo dove si formano, ma anche si incrinano, le relazioni dei nostri ragazzi».
A preoccupare è anche il dato sugli autori: quasi il 30% degli adolescenti ammette di aver compiuto atti di cyberbullismo, con picchi tra i maschi più giovani. Un fenomeno che spesso vede sovrapporsi i ruoli: una quota significativa di ragazzi è allo stesso tempo vittima e aggressore.


Ma il report del Cnr evidenzia anche altri rischi legati all’uso del digitale. Il gaming coinvolge il 72% degli adolescenti laziali, con un forte divario di genere. Se da un lato il videogioco rappresenta una pratica diffusa e non necessariamente problematica, dall’altro può diventare un punto di accesso a forme più insidiose, come il gioco d’azzardo online.
Le cosiddette “loot box”, ovvero pacchetti a pagamento presenti nei videogiochi, sono sempre più spesso indicate come un ponte verso il gambling illegale, che a livello nazionale coinvolge centinaia di migliaia di minorenni.
Ancora più significativo è il dato sul trading online: il 17,7% degli adolescenti del Lazio ha già effettuato operazioni finanziarie, con una forte prevalenza tra i maschi. Non si tratta solo di curiosità: quasi un terzo di chi ha fatto trading ha utilizzato denaro reale anche nel mese precedente all’indagine.


«Siamo di fronte a nuove forme di dipendenza economica e psicologica – avverte Tripodi – alimentate dall’illusione di guadagni facili e da una totale mancanza di educazione finanziaria».
Di fronte a questo scenario, il presidente della Commissione Politiche giovanili chiede un cambio di passo deciso. «Intendiamo portare questi dati al centro dell’agenda regionale. Serve un’alleanza tra istituzioni, scuole e famiglie per affrontare quella che è ormai una vera solitudine digitale».


Tre le linee di intervento indicate: potenziare i servizi di supporto psicologico nelle scuole, creare spazi di socialità reale lontani dagli schermi e investire in programmi di educazione digitale e finanziaria.
«Non possiamo limitarci a osservare – conclude Tripodi –. Il Lazio deve diventare protagonista di una risposta concreta, perché dietro questi numeri ci sono migliaia di ragazzi che chiedono attenzione, strumenti e futuro».

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