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Hub dell’innovazione a Latina, primi passi tra intelligenza artificiale e data center

Ordine degli Ingegneri e università avviano il dialogo per un tavolo tecnologico

Hub dell’innovazione a Latina, primi passi tra intelligenza artificiale e data center

Tra brevetti, laboratori e data center, tra simulazioni nucleari e cervelli artificiali, il futuro prende forma, e parte proprio dal cuore di questa provincia. È qui che Quantum Computing e AI si intrecciano con il territorio, creando una partitura in cui ogni attore, dall’Ordine degli Ingegneri alla Sapienza, dall’amministrazione comunale di Latina alle aziende private, può giocare un ruolo da protagonista per trasformare il territorio in un laboratorio europeo di tecnologia avanzata. A gettarne le basi un incontro fortemente voluto e promosso dal Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri, presieduto dall’Ing. Luca di Franco, con la partecipazione dell’amministrazione comunale di Latina, rappresentata dall’ingegner Alessandro Porzi, consigliere comunale e provinciale e promotore di due mozioni approvate in consiglio su data center e TecnoPolo.

Nel confronto ha preso avvio un dialogo strutturato tra mondo accademico, istituzioni pubbliche e imprese private: al tavolo, insieme al Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri – rappresentato dal presidente ingegner Luca di Franco, dal segretario ingegner Enrico Ferracci e dai consiglieri ingegner Maurizio Proietti ed ingegner Giuseppe Viglialoro – erano presenti Gaetano Natoli, inventore e CEO di QuantHum Edge, tecnologia quantistica brevettata basata su polaritoni in cavità fotoniche integrate, capace di superare gli attuali limiti dei computer quantistici in termini di potenza, scalabilità ed efficienza energetica, la ricercatrice Michela Giannetti e il professor ingegner Fabio Massimo F. Mascioli, componente del consiglio ristretto del Cersites in qualità di delegato di Ingegneria dell’Informazione per Latina e responsabile scientifico del Polo mobilità sostenibile di Cisterna.

Mascioli guida la ricerca teorica e applicata per tradurre la tecnologia quantistica in programmi formativi che potrebbero trasformare Latina in un polo europeo di eccellenza scientifica. L’Ordine degli Ingegneri ha mostrato piena disponibilità a lavorare insieme ai ricercatori alla definizione di un programma condiviso, fornendo credibilità, competenze esecutive e relazioni fondamentali.
L’obiettivo è complesso, ma non impossibile se supportato da una rete efficace: costruire un hub integrato, capace di unire formazione specialistica, ricerca, sviluppo tecnologico e relazioni con il territorio, mettendo al centro temi come quantum computing, intelligenza artificiale, robotica antropomorfa, data center ad alta tecnologia, agritech ed energie innovative.
Perché Latina? Perché Latina, come ha spiegato Mascioli, emerge come un territorio unico dove facoltà universitarie, laboratori di ricerca e infrastrutture private si intrecciano in un unico ecosistema, pronto a ospitare brevetti e competenze già esistenti, trasferendole direttamente sul territorio e nel mondo produttivo. È la promessa di un circuito virtuoso tra formazione, innovazione e crescita economica, che potrebbe contribuire a generare un indotto reale in un territorio che ha molte potenzialità inespresse.
Il programma avrebbe un obiettivo duplice: promuovere lo sviluppo tecnologico avanzato e creare un’offerta formativa strutturata, attualmente assente a Latina, dedicata all’intelligenza artificiale e all’ingegneria quantistica. La società QuantHum Edge, che detiene i brevetti, avrebbe anche la volontà di individuare spazi e laboratori dedicati, con la possibilità di sviluppare sia iniziative private sia un centro polifunzionale integrato che unisca ricerca, formazione e sviluppo tecnologico.
Tra le tematiche affrontate e su cui è stato avviato un dialogo il Quantum Computing e l'intelligenza artificiale, le possibilità aperte dal Biotech e dall’Agritech, dai progetti di agricoltura autonoma a quelli di mobilità sostenibile, con macchine autonome e sistemi innovativi. Poi l’Energia stazionaria e nucleare di nuova generazione, con simulazioni di small reactor e collaborazioni in itinere con CNR ed ENEA. E infine i data center ad alta tecnologia, con possibilità di riconversione di siti dismessi e sviluppo infrastrutturale, un progetto contenuto anche nelle due mozioni presentate da Porzi, approvate in consiglio comunale e che saranno affrontate e ampliate nelle commissioni. Le mozioni vedono nel Comune un ruolo di facilitatore per l’insediamento dei data center e lo sviluppo del polo di ricerca. Una scelta che guarda ai numeri: entro il 2028 in Italia sono previsti investimenti diretti per 15 miliardi di euro nei nuovi data center su 25 di indotto complessivo, con una domanda di servizi digitali in forte crescita e una forza lavoro destinata a superare le 100mila unità. Si tratta di proposte che hanno già attratto alcuni partner interessati a ragionare come Sogin e Sapienza. “Abbiamo individuato siti dismessi da recuperare, dall’energia ai data center – ha spiegato l’Ing. Porzi - facendo di Latina un nodo strategico per l’ICT e l’innovazione».
Latina è un territorio ricco di vocazioni, pronto a fiorire e a valorizzare le eccellenze locali e a proiettarle oltre i confini provinciali, se sostenuto dagli interlocutori giusti. E il confronto appena iniziato non è solo una scelta strategica, ma un atto di fiducia nel futuro.

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