Il governo abolisce i voucher, scoppia la grana del salvataggio collettivo a Terracina. Il servizio di sicurezza dei bagnanti che il Comune deve garantire anche sulle spiagge libere insignite della Bandiera Blu, quest'anno è più difficile affidarlo. Una vera corsa a ostacoli, anzi, rifornire i lidi liberi di bagnini. Colpa, dicono i bene informati, dei buoni lavoro ormai aboliti per legge e che negli anni precedenti avevano consentito ad esempio all'Azienda speciale di pagare i suoi operatori riducendo una serie di spese collaterali legate a contratti più complessi.

E allora forse non è un caso se quest'anno la gara per l'affidamento del salvataggio collettivo, dopo anni in cui Azienda speciale e altre cooperative hanno fatto le corse per vincerla, è andata deserta. Sì, deserta. O meglio, in due hanno risposto all'avviso esplorativo per la manifestazione di interesse, ma quando è stato il momento di fare l'offerta, si sono entrambi dileguati. Perché? Costi troppo alti rispetto alla somma messa a base d'asta dal Comune, 39.900 euro, parsa subito insufficiente a garantire la copertura del salvataggio sulle spiagge libere che vanno da Torre Canneto a via Friuli Venezia Giulia. Era sufficiente nell'era dei voucher, oggi, pare, non più. Qualcuno confessa a mezza bocca anche che anche una certa incertezza politica sui soldi da stanziare e la forma di gestione da adottare, abbia contribuito a questo ritardo. Fatto sta che ora c'è una scadenza da rispettare.

Entro il primo luglio l'ente deve infatti garantire il servizio di salvataggio collettivo su tutte le spiagge libere ricomprese nel tratto Bandiera Blu. La soluzione adottata in alternativa all'affidamento unico si chiama "convenzione", è prevista dal regolamento regionale numero 19 del 12 agosto 2016 e richiede il coinvolgimento degli stabilimenti balneari. L'accordo prevede che i concessionari di stabilimenti adiacenti garantiscano anche sulle spiagge libere assistenza, pulizia e salvataggio, con servizi igienici accessibili anche ai disabili e un percorso con passerella fino alla battigia. In cambio, possono noleggiare ombrelloni e attrezzature balneari agli utenti, ma solo se richiesto. Insomma, è vietato il pre-posizionamento sulla spiaggia - che resta libera - ma se richiesto dall'utente, il privato può smettere a disposizione le sue attrezzature.

Diverse sono le convenzioni "di vicinato" in via di definizione tra Comune e operatori balneari. Si va dalla zona dei campeggi tra l'Appia e la Flacca ai tratti su viale Circe. Entro il 27 giugno tuttavia altri operatori possono presentare istanza. Poi le convenzioni saranno siglate e il salvataggio sarà affidato.