L'Atral srl, concessionaria del servizio di trasporto urbano, aveva già espresso una serie di perplessità ed eccezioni formali sul bando redatto dal Comune per l'assegnazione con gara del servizio nei prossimi anni. Ma adesso è stato proposto ricorso al Tribunale amministrativo da parte della stessa società, con cui si chiede di annullare, previa sospensione cautelare, l'atto contenente il bando per l'assegnazione del trasporto pubblico locale, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale per le gare europee il 26 maggio scorso e sulla G.u.r.i il 29 maggio.
I punti contestati sono diversi e riguardano nel complesso la legittimità del provvedimento adottato dal Settore Trasporti del Comune di Latina. Tra le più importanti la voce relativa alla remunerazione per l'azienda vincitrice parametrata su una rete non aggiornata e sul contributo regionale che viene deciso di anno in anno.
Il bando prevede un contratto da 26 milioni di euro per sei anni e l'introduzione di servizi innovativi come il sistema di controllo dei tempi di percorrenza, estensione delle linee nei quartieri nuovi con maggiore frequenza delle corse.
Questa gara non include in alcun modo il progetto della metro che, almeno in origine, doveva implementare l'offerta per la stazione ferroviaria. Al bando definito il 23 maggio si arriva dopo ben 14 proroghe ottenute dalla stessa Atral, che si è aggiudicata la gara precedente. Il sistema delle proroghe ha fatto sì che il servizio abbia toccato un livello di costi altissimi, 30 milioni circa negli ultimi sei anni, un tetto che come si vede è già più alto della base di gara.
L'ultima revisione del servizio del trasporto urbano a Latina risale a metà degli anni 80 e non è stato praticamente più modificato. Sono naufragati i due tentativi di ottimizzare l'offerta, ossia l'introduzione di bus elettrici, praticamente mai utilizzati, e la metro che era un progetto di finanza vinto da Metro Latina spa, oggi in contenzioso con il Comune di Latina.