I richiedenti asilo saranno coinvolti in lavori socialmente utili nei Comuni che li ospitano. Una scelta di buon senso secondo il sindaco Nicola Procaccini e il vicesindaco Roberta Tintari, quella contenuta nel protocollo d'intesa firmato questa mattina tra Prefetto, Comuni e cooperative che gestiscono l'accoglienza dei richiedenti asilo. «Sulla scorta dal decreto 17 febbraio 2017 che regola termini e modalità d'impiego dei rifugiati in attività socialmente utili, l'accordo siglato rappresenta un'importante opportunità per gli immigrati di esprimere la propria riconoscenza verso chi li accoglie, favorendo l'inclusione e l'integrazione, strumenti principali per la prevenzione di illegalità e pregiudizi», si legge nella nota del Comune. Il sindaco Procaccini così commenta: «Rimango fortemente critico nei confronti delle politiche di immigrazione adottate dal governo italiano, ma, vista la situazione che ne sta conseguendo, credo che l'opportunità di impiego di queste persone in lavori socialmente utili per la nostra comunità possa rappresentare un'occasione per governare l'impatto della loro presenza sul nostro territorio. Se c'è una cosa che fa imbestialire il sottoscritto e i cittadini tutti è la vista di queste persone che bighellonano dalla mattina alla sera, o peggio stazionano fuori dai supermercati e dalle chiese chiedendo con insistenza l'elemosina. Credo che anche per gli stessi richiedenti asilo sia molto più dignitoso lavorare per la collettività che li ospita. L'accordo -prosegue il sindaco- non prevede costi per il Comune, visto che attrezzature e polizze assicurative sono a carico delle cooperative. Tengo anche a disinnescare polemiche pretestuose che si possono facilmente prevedere su contrastanti versanti ideologici: non rubano alcun lavoro agli italiani perché si tratta essenzialmente di attività solitamente svolte da volontari o attività che integrano lavori già assegnati. E non si tratta nemmeno di sfruttamento visto che è su base volontaristica e che l'Italia già "remunera" queste persone con una ospitalità unica al mondo». Anche Roberta Tintari, delegata alle Politiche sociali, si dice soddisfatta dell'accordo: «Rappresenta una soluzione di buon senso, forse una delle poche assunte nella gestione del fenomeno migratorio, che consente il riacquisto di un pizzico di dignità da parte delle parti in causa. Tutti meritano di dimostrare di essere utili al prossimo perché la solidarietà é un bene troppo prezioso per essere sfruttato ideologicamente da qualunque parte. Noi vogliamo donare e ricevere solidarietà, perché la reciprocità nei rapporti umani, sociali e politici rimane il miglior modo di progredire»