14.08.2017 - 08:00
L'autunno caldo del nuovo corso della gestione dei rifiuti in città non potrà essere più caldo di questa estate difficile per la redazione dello statuto né più della ancor più calda estate del 2015 quando cominciò il disastro della Latina Ambiente con le dimissioni in blocco del cda. Il punto è che ciò che comincia ora è un percorso ispido, pur riconoscendo la piena legittimazione del consiglio comunale a scegliere l'azienda speciale Abc anziché altre soluzioni. Ciò che pesa è il passato ma anche il futuro. Anzitutto c'è da valutare le conseguenze della delibera che ha annullato la gara indetta durante la gestione commissariale dopo un anno di sospensione della stessa. Come si sa il Comune ha annullato la gara ponendo come motivo il parere dell'Anac ma questo non evita responsabilità verso coloro che avevano partecipato, colossi del settore adesso pronti a chiedere la refusione delle spese sostenute per la partecipazione (fino a 10mila euro a concorrente) o anche i mancati utili attesi dalla commessa, somme dunque assai più alte vista l'entità del bando (114 milioni di euro). Il Comune avrebbe potuto semplicemente annullare dicendo di non avere più interesse pubblico ad andare avanti e forse questo avrebbe un po' spuntato gli artigli delle partecipanti alla gara. Ma se ciò appartiene al passato prossimo, il futuro imminente è un libro ancora da scrivere nei dettagli.
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