A settembre i sindaci dell'Ato 4 si rivedranno per fare il punto della situazione sul processo di ripubblicizzazione e per capire se ci sono davvero le condizioni per andare avanti in modo concreto. Tante sono le perplessità che attanagliano i sindaci e sembrano ruotare tutte attorno a una questione: i soldi per le quote e come reperirli. Al momento il percorso più concreto è quello che una quindicina di giorni fa è stato analizzato in via Costa in una riunione informale tra i sindaci. Un documento che prevede un acquisto delle quote a step ascendenti, partendo da una percentuale minima adesso, coi soldi già disponibili, per poi acquisire il resto grazie a un mutuo. Ed è qui che iniziano i problemi. Per richiedere il prestito alla Cdp è necessario avere un soggetto che si espone e per legge l'Ato 4 non può farlo. La Provincia di Latina ha già dato garanzie per altri prestiti e dunque resta l'ipotesi della Regione Lazio. E infatti in quasi tutti i discorsi ufficiali e ufficiosi che si sono svolti in questi mesi, la proposta di coinvolgere l'amministrazione regionale è sempre stata presente ma senza mai concretizzarsi. Nella bozza di piano d'acquisto si parla del famoso fondo per la ripubblicizzazione da cui si potrebbero attingere risorse. Un capitolo del bilancio regionale un po' oscuro, perché dentro non ci sarebbero le risorse sufficienti.  Dunque la Regione dovrebbe garantire il prestito da almeno 15-20 milioni necessari per l'acquisto delle quote azionarie in mano a Idrolatina. Ma il fatto che ad oggi non ci sia stato mai un coinvolgimento concreto fa pensare che questa strada sia difficilmente percorribile, anche alla luce delle imminenti elezioni regionali. 

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