Un teatro chiuso, un altro aperto solo per la parte dell'area foyer e in quella di competenza degli uffici comunali, le rassegne teatrali che si tengono altrove. La situazione dei luoghi di spettacolo nel capoluogo è ancora legata all'incognita sicurezza anche se si lavora a stretto giro per risolverne tutte le criticità. Gli interventi per adeguare il teatro D'Annunzio alle normative anti incendio e renderlo agibile procedono e probabilmente potrebbero essere conclusi prima di novembre. Come è noto delle strade valutate nelle commissioni vigilanza per l'agibilità, il vecchio progetto del 1988, rintracciato in età commissariale che prevedeva due muri tagliafuoco e la separazione del palcoscenico dai locali attigui, e quello che invece prevedeva l'impianto sprinkler, si è optato per ragioni tecniche e di tempi per i muri tagliafuoco che riducono una parte del palcoscenico ma non lo spazio scenico. Al momento la parte muraria è quasi finita e si sta attendendo l'arrivo dell'ordine delle porte Rei per creare un cordone di sicurezza sul palco. Gli altri lavori di piccolo cabotaggio come lo spostamento dei quadri elettrici sono già stati eseguiti e sembra probabile che entro un mese e mezzo si riuscirà a terminare tutto. A fronte di queste scadenze per la nuova stagione teatrale ci vorrà inizio 2018, ma con la prospettiva di ricorrere a un bando per affidare la struttura ad un privato i tempi potrebbero allungarsi ancora di più. C'è da sciogliere infatti il nodo delle utenze che in caso di affidamento esterno e secondo quanto fu detto in consiglio comunale, dovrebbero essere a carico del privato a meno che non si decida di diminuire o azzerare il contributo (che l'ente aveva stimato in circa 100mila euro scegliendo) e caricarsi invece le utenze.

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