Convivenza impossibile nell'area fiere, il mercato dei fiori attacca: costretti ad operare all'esterno per 4 volte nell'ultimo mese La Coop Floral: "Con l'affidamento del polo alla Gefi la situazione doveva migliorare, invece è peggiorata". Disagi organizzativi, degrado e nessun miglioramento per la struttura di Campoverde. Quella tra il Mercato dei fiori e la Gefi (la società che gestisce l'area Fiere) si sta rivelando una «convivenza impossibile», a sottolinearlo sono i responsabili della Coop Floral che per due giorni alla settimana organizzano il mercato florovivaistico. Un'attività che da oltre dieci anni si tiene a Campoverde, una realtà con numeri importanti (106 produttori-espositori) che è diventata un punto di riferimento nel panorama laziale. La scelta di esternalizzare la gestione dello spazio (prima affidato direttamente al Comune) era stata pensata per potenziare il polo fieristico. Invece – questa l'accusa di Coop Floral - con l'arrivo della Gefi la situazione è andata peggiorando. «Con loro - spiega il presidente della coop, Enrico Servadio - ci troviamo in una situazione di disagio gestionale, abbiamo addirittura dovuto organizzare dei mercati all'esterno. Addirittura quattro volte nel mese di settembre».
A ciò bisogna aggiungere l'assenza di una segnaletica che specifichi i posti assegnati ai produttori, la sporcizia ritrovata dopo lo svolgimento di altre iniziative, così come i rifiuti che campeggiano all'esterno dell'edificio. Uno sfogo legittimo dei florovivaisti, che versano 30 mila euro (più Iva) per poter utilizzare il polo. «L'area è degradata - continua Servadio - e non è un bel biglietto da visita per gli espositori e per gli acquirenti, grossisti e fiorai, che vengono a Campoverde. Con l'affidamento alla Gefi la situazione è peggiorata rispetto al passato, in due anni gli interventi di miglioramento promessi non sono stati eseguiti».