La situazione nell'ufficio tecnico di San Felice Circeo è critica. Faldoni ovunque, un archivio digitale inesistente, tanto lavoro arretrato e un mare di carte che, per dirla con le parole usate dal caposettore in una relazione inviata al sindaco, «potrebbe causare un pericolo di crollo dell'intero piano stesso». È evidente, insomma, che è necessario correre ai ripari in tempi rapidi.
L'archivio
La prima criticità da risolvere, seguendo l'ordine dei punti della relazione a firma dell'ingegner Cerbara, è quella dell'archivio. Innanzitutto per il responsabile del settore occorre realizzare un archivio interno temporaneo in cui depositare tutte le pratiche e i fascicoli in giacenza, spostando anche gli undici armadi contenenti le pratiche di condono al piano terra. Necessario, al contempo, provvedere anche alla digitalizzazione delle carte, anche – si suggerisce nella relazione – affidando il servizio a una ditta specializzata in collaborazione con il dipendente già in forza all'ufficio Archivio.
Il mare di pratiche arretrate
In questo caso i numeri sono più eloquenti delle parole. Per i condoni edilizi a San Felice Circeo sono in sospeso oltre cinquemila pratiche. Di queste, circa duemila (tra quelle in lavorazione e quelle da istruire ex novo) sono riferite alla legge del 1985. Da sommare ci sono le pratiche per la segnalazione certificata d'inizio attività, le comunicazioni d'inizio lavori, le dichiarazioni d'inizio attività, nonché le autorizzazioni per il taglio piante e tutte le altre autorizzazioni preventive. Insomma: un mare di lavoro. Il settore – scrive l'ingegnere - «risulta essere quasi paralizzato e sommerso di numerosissime pratiche tecniche appoggiate ovunque e di ogni genere». Occorre dunque innanzitutto mettere materialmente ordine e poi cercare di smaltire il lavoro arretrato in tempi relativamente rapidi. Anche perché parliamo di pratiche che garantiscono entrate (spesso rilevanti) nelle casse pubbliche.
I vincoli di spesa
Come sempre, tuttavia, c'è da tener conto dei vincoli imposti dalle norme. Stop agli incarichi diretti per il 2017, visto che la soglia dei 40mila euro, con nuovi affidamenti, sarebbe abbondantemente superata. «Occorrerà attivarsi d'ufficio – si legge nella relazione citata – con una procedura sopra soglia per l'affidamento a tecnici esterni per la lavorazione delle pratiche di condono edilizio relativamente all'annualità 2018 tramite la centrale unica di committenza per un importo complessivo di almeno centomila euro». Si punta, insomma, a smaltire le pratiche grazie ai tecnici esterni, scelti «con l'applicazione del criterio di meritocrazia». Resta da fare i conti, comunque, con le disponibilità economiche dell'Ente.