Nuovo dirigente, nuovo dipartimento e nuovi oneri e diritti di istruttoria. Scattano gli adeguamenti delle tabelle allo "Sportello unico riassetto e governance del territorio e delle attività produttive", guidato dal nuovo dirigente Claudia Romagna. Tre i settori gestiti: lo Sportello unico integrato per Edilizia e Attività produttive, l'Urbanistica e la Vigilanza urbanistica. Il capo del dipartimento ha ritenuto necessario rivedere alcuni oneri dovuti al cittadino per avviare le pratiche. Come aprire attività, subentrarvi o fare variazioni, ottenere licenze di vendita.
Sono state, ad esempio, accorpate una serie di attività produttive, per le quali si è staibilito un unico costo. Solo a titolo di esempio: per avviare un negozio di quartiere, anche detto esercizio di vicinato, il costo per l'imprenditore in diritti di istruttoria è arrivato a 100 euro. Prima del dissesto finanziario, era 25 euro, ed era passato a 50 euro con l'arrivo del crack comunale.

Lo stesso accade per il cosiddetto "spaccio interno", tecnicismo per descrivere la vendita al dettaglio all'interno di circoli e associazioni, per i propri iscritti o soci. Avviarlo costava 50 euro, ora costa 100. Così è anche per i distributori automatici e la vendita a domicilio. Anche per ottenere una Scia (la segnalazione certificata di inizio attività) per le edicole e le rivendite di giornali, si è passati da 50 a 100 euro di diritti di istruttoria.

Aumentano anche gli oneri per ottenere il via libera per gli spettacoli viaggianti e l'avvio di un'impresa agricola. Per far partire un'attività di onoranze funebri si è passati da 200 a 250 euro, e per parrucchieri, estetisti e affini da 50 a 100 euro, così come per litografie, tipografie e fotografi. Anche l'attività di laboratorio analisi vede aumentare i suoi oneri: è passata da 50 a 250 euro l'onere comunale per la pratica. Da segnalare l'aumento dei diritti per chiedere una conferenza di servizi: da 250 euro si è passati a pagare 500 euro.

Ci sono invece altri diritti di istruttoria che non sono stati toccati. Sono quelli relativi alle pratiche per l'agricoltura e allo sportello Uma. Tornano invece ai livelli pre-dissesto, dunque si abbassano, gli oneri dovuti per aprire le medie strutture di vendita, ovvero quelle da 250 a 2500 metri quadrati. Dai 500 euro scattati col dissesto, si torna ai 250 euro pre dissesto. Lo stesso per le grandi strutture di vendita, ovvero negozi e store che vanno dai 2500 metri quadrati in poi, per i quali i diritti scendono dai 1000 euro ai 500 euro. Nota a margine: queste tariffe riguardano tutte le nuove aperture. Mentre per subingressi o variazioni, si pagherà la metà.