Da una parte il Comune di San Felice Circeo parla di «diverse richieste» di cooperative volte «a ottenere l'assegnazione di aree per edilizia economica e popolare», dall'altra, però, certifica come la maggior parte dei metri quadrati destinati a tale scopo siano ancora liberi. Non ci sono state richieste a parte una, risalente al 2006 per un totale di 46 unità abitative (ritenuta di «lieve entità» e quindi insufficiente). Una contraddizione contenuta in due delibere di Consiglio comunale: la 16 del 6 marzo 2018, volta a verificare la quantità e qualità di aree e fabbricati da destinare a vari scopi, e la 63 del 6 dicembre 2011 che approvava il piano di edilizia economica e popolare in variante al piano regolatore proposto da "Edera 75", poi revocato e per il quale ad oggi pende ricorso al Tar. In quell'atto l'Ente evidenziava la costante richiesta abitativa per l'edilizia economica e popolare, precisando che «ad oggi - ossia il 6 dicembre 2011 - il Comune non ha provveduto al reperimento di aree edificabili da destinarsi ai piani P.e.e.p» (piani edilizia economica e popolare). Nella delibera approvata nell'ultimo Consiglio, però, forse per un errore materiale, si cita un altro atto dell'assise (n. 25 del 29 ottobre 2002) con cui è stato adottato proprio il piano di zona per l'edilizia economica e popolare per Borgo Montenero, che interessa una superficie complessiva di 14.219 metri quadrati. Quelle «diverse richieste di cooperative» per ottenere l'assegnazione di aree di cui si parlava sette anni fa evidentemente non sono andate a buon fine. A un avviso pubblico del 2010 con cui è stato reso noto che il Comune aveva intenzione di avviare la variante di piano regolatore per un piano di edilizia economica e popolare, e pertanto si invitavano i soggetti interessati a presentare ulteriori proposte, non ha risposto nessuno. Dal 2002 ad oggi è stato approvato un solo piano per 3.363 metri quadrati. Ne restano disponibili per la concessione altri 10.825 da espropriare (o per la cessione bonaria) per un costo pari a 335.466,75 euro, cui sono da sommare gli oneri per le opere di urbanizzazione da eseguirsi nell'area, quantizzati «in circa 222.520,71 euro». Un incasso consistente anche per il Comune. Resta però un problema e cioè lo scarso numero di manifestazione d'interesse o quantomeno lo scarso numero di progetti realizzabili, tanto che in sedici anni sono stati concessi soltanto tremila metri quadrati. Una situazione di stallo da cui forse si uscirà solo con la revisione generale del piano regolatore, ormai vecchio di quarant'anni, che potrebbe prevedere una differente localizzazione delle aree destinate a edilizia economica e popolare per attrarre eventuali investitori.