Adesso potrebbe essere davvero finita. E non poteva andare diversamente. I propositi di rimodulare il progetto originario del Centro di Alta Diagnostica hanno prodotto il primo inevitabile risultato: l'Amministrazione Provinciale ha chiesto formalmente al Comune di Latina la restituzione degli 800.000 euro anticipati per la realizzazione della sede che avrebbe dovuto ospitare il Centro voluto dalla Fondazione Roma. E dal momento che quella sede è stata quasi ultimata in un edificio di proprietà del Comune di Latina che ora non intende più farne la sede del Centro di Alta Diagnostica, al vicepresidente di via Costa Giovanni Bernasconi non è rimasto che rompere gli indugi e fare quello che andava fatto, mettere la Provincia al riparo dal rischio di incorrere in un danno erariale. E c'era un solo modo per evitare l'autogol, prendere il coraggio a due mani e sparigliare il tavolo. E Bernasconi ha mostrato di essere coraggioso: alle reiterate recenti richieste di Coletta di aderire ai nuovi obiettivi concertati con la Fondazione Sanità e Ricerca, con l'Università La Sapienza e con la Asl, Bernasconi ha risposto con garbo, spendendo parole di apprezzamento per il nuovo progetto, ma sottolineando che la Provincia, dopo aver investito denaro pubblico su un progetto ben definito e concordato, non può fare marcia indietro.