Il caso
04.05.2018 - 20:35
Per il progetto di alta diagnostica si ricomincia tutto daccapo. Viene, di fatto, azzerato il protocollo siglato a dicembre del 2015 per la realizzazione di un centro con Pet Rnm nei locali di viale XVIII dicembre; una struttura analoga sorgerà dentro il Goretti. Modifiche più che sostanziali dunque, illustrate oggi nel corso di una conferenza stampa congiunta del direttore generale della Asl, Giorgio Casati, e del sindaco, Damiano Coletta, che hanno ripercorso la storia del centro di alta diagnostica e del progetto mettendo in luce quello che sarebbe stato il «vero ostacolo» alla realizzazione della struttura, ossia la mancanza di un piano economico sostenibile. In altre parole: non c'erano i soldi. La convenzione prevedeva una gestione trentennale per «uso privato-sociale» del centro di alta diagnostica, ma in allegato non è stato mai rinvenuto il piano economico e finanziario. Di fatto, secondo la relazione, che è stata effettuata in seguito «non c'era la sostenibilità finanziaria». «Una lacuna grave che avrebbe creato l'ennesima cattedrale nel deserto a Latina, come ce ne sono stante sparse in questa città», ha detto il sindaco. Sul piano strettamente pratico quella lacuna ha fatto sì che dovesse essere cercata una soluzione molto diversa. E infatti è stato chiesto alla Asl di partecipare alla ricerca di un'alternativa.
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