Una casa di Sabaudia che dovrebbe diventare albergo, la cui pratica, una variante urbanistica con premio di cubatura, è nel limbo ormai dal 2015. Allora il privato ha presentato la richiesta e, dopo un'iniziale accelerazione nell'agosto dello scorso anno, il procedimento sta andando avanti lentamente, fra un ostacolo e un altro. Tanto che la società proprietaria ha presentato anche un ricorso al Tar.
Ieri si è riunita nuovamente la commissione Urbanistica, che nell'agosto 2017 aveva già "liquidato" la pratica sulla base dell'erroneo presupposto – così è stato ribadito ieri – che ci fosse il parere tecnico. Così non era, come emerso nel Consiglio comunale di gennaio. E per ottenerlo è stato necessario nominare un architetto esterno, dipendente di un altro Comune: i funzionari di Sabaudia si sono dichiarati incompatibili o in posizione di conflitto d'interessi.
Il tecnico esterno ha finito il lavoro e ieri si è quindi riunita la commissione, alla quale erano presenti Iorio, Riccardi, Gervasi, D'Erme e Avvisati. Tutto si è concluso con un rinvio, perché i consiglieri hanno espresso una serie di perplessità. Domande – alcune erano state formulate dal sindaco nel mese di gennaio agli uffici senza ottenere riscontro - a cui è stato chiesto al tecnico di fornire risposte, anche se, com'è emerso ieri, ci sono aspetti che potrebbero essere di competenza di un esperto di diritto amministrativo. Tra i dubbi, quelli relativi ad aspetti ambientali e anche alla mobilità. Il cambio di destinazione d'uso, diventando quell'edificio una struttura ricettiva, andrebbe a incidere su quest'ultimo elemento? Da chiarire anche un dettaglio tecnico relativo all'eventuale applicazione delle norme di salvaguardia, con riduzione dell'indice di fabbricabilità, e il premio di cubatura.
Per cercare di risolvere questi aspetti, la commissione è stata aggiornata al 12 giugno alle 16. Ma sull'istanza del privato pende anche il ricorso davanti al Tar che potrebbe eventualmente modificare le tempistiche.