Due medaglie d'oro saranno consegnate ad altrettanti ex militari del sud pontino, che hanno subito la deportazione nel corso della seconda guerra mondiale. Il primo è l'ex finanziere Mario Ciufo, classe 1922, il cui figlio, Franco, oggi, nel corso della Festa della Repubblica, riceverà dal Prefetto di Latina, la medaglia d'oro concessa dal presidente della Repubblica. Ciò per essere stato deportato e internato nei lager nazisti, destinato ai lavori coatti, in dispregio delle convenzioni internazionali. che tutelano i Prigionieri di Guerra. «Mio padre- ha detto Franco Ciufo, che a tal proposito ha effettuato una serie di ricerche- era in servizio sul fronte Albanese, unitamente ai militari dell'Esercito Tedesco, all'epoca alleati, e l'8 settembre 1943 fu fatto prigioniero dagli stessi tedeschi che dopo tale data erano diventati nemici. Insieme ad altri italiani presenti sul fronte albanese fu inviato nei campi di prigionia in Germania e vi è rimasto fino alla fine della guerra allorché fu liberato dall'esercito americano. La liberazione avvenne il 19 marzo e fu provvidenziale e fortunata in quanto quel giorno tutti gli internati erano destinati allo sterminio». L'altra medaglia sarà consegnata alla figlia di Vincenzo Di Cicco, di Santi Cosma e Damiano, la cui vicenda bellica personale è stata portata all'attenzione dall'Associazione Linea Gustav Garigliano. Di Cicco, che ha combattuto durante il secondo conflitto mondiale in Grecia e dopo l'armistizio dell'otto settembre 1943 ha patito la deportazione in tre diversi lager. Dopo il campo di lavoro ad Atene fu inviato in un campo di smistamento tedesco e poi spedito nel ghetto ebraico di Boguslav nella odierna Ucraina fino alla liberazione avvenuta ad opera dell'esercito russo. Alla premiazione presenzierà anche il sindaco Franco Taddeo.