Avvistato uno squalo a pochi metri da terra. L'avvistamento ieri mattina nei pressi della banchina della Capitaneria di Porto di Gaeta da parte del Professore Adriano Madonna, biologo marino del Dipartimento di Biologia dell'Università di Napoli Federico II. Questo il suo racconto: «Ieri mattina avevo lasciato da pochi minuti l'ormeggio con i miei amici Giuseppe Cavallaro, grande pescatore d'altura, e Filippo Simeone, quando quest'ultimo ha lanciato un grido: - Squalo di prora! – Effettivamente, si vedevano due pinne tagliare l'acqua a pochi metri dalla prua della Lotita 2, la mia pilotina. Subito dopo, lo squalo, non più lungo di un metro e mezzo, si è immerso. Mi sono diretto dalla sua parte e lo abbiamo visto più o meno nettamente mentre nuotava sott'acqua a meno di due metri di profondità. Da quanto ho potuto constatare, si trattava di una verdesca, nota comunemente anche come verdone o squalo azzurro, scientificamente Prionace glauca. La testa allungata e il muso sottile non destavano dubbi sulla specie. Non è la prima volta che degli squali comuni delle nostre acque si spingono a pochi metri dalla costa e questo è decisamente un fenomeno dovuto al riscaldamento delle acque, al global warming, che, a causa di una diversa stratificazione dei nutrienti, ha portato un po' di scompiglio nella normale dinamica della piramide alimentare. In quanto allo squalo che avevamo avvistato, c'è da fare una considerazione importante: Prionace glauca è uno squalo con riproduzione vivipara aplacentata. Ciò significa che le uova si schiudono all'interno degli ovidotti della femmina e i piccoli vengono così espulsi già formati e in grado di provvedere a se stessi. La viviparità aplacentata è simile alla viviparità placentata (come quella degli uomini e di tutti i mammiferi), ma, come si evince dal nome, nella aplacentata è assente la placenta, infatti il nascituro si nutre con le sostanze dell'uovo. La considerazione è la seguente: se un piccolo di verdone si trovava a breve distanza da terra è attendibile che nelle vicinanze la femmina di uno squalo, ben più grande, abbia partorito e ciò può essere preoccupante». Dopo qualche attimo di titubanza lo squalo è riemerso con le due pinne dorsali in superficie, poi si è inabissato di nuovo ed è scomparso. Questo è quanto ormai avviene nel Mediterraneo del ventunesimo secolo: un mare più caldo del solito, con parametri fisici e chimici che tendono ad allontanarsi dai valori normali che hanno sempre caratterizzato il Mare Nostrum, ribadisce Madonna. E di oceani e di Mediterraneo si parlerà venerdì alle ore 17, al Club Nautico di Gaeta, in un incontro che ha per titolo "Gli oceani e il Mare Mediterraneo". Saranno diversi i relatori, tra i quali anche il Professor Madonna, che tratterà in particolare della evoluzione delle specie spiegando che cos'è, com'è fatto e come funziona il Dna.